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Inferno in plexiglass – per sole donne

Storie di donne, delle donne di oggi, verso il domani. Donne di oggi III

Ancora dalla parte delle bambine - L.Lipperini

Ancora dalla parte delle bambine - L.Lipperini

Fu chiamata per il nuovo lavoro un mattino di dicembre.

Il suo, un viso delicato dallo sguardo fiero, la tipica fierezza delle donne calde del sud incastonata fra lunghi capelli corvini. Il suo corpo fragile e flessuoso, un seno prorompente che metteva sempre in mostra con top attillati e scollati. Passeggiava in ufficio ancheggiando accuratamente con i jeans strettissimi sui glutei, provocando di continuo risolini e sguardi ammaliati di tutti i colleghi maschi. I colleghi si erano addirittura iscritti in palestra per andare a vedere “le sue tette che ballavano sul tapis roulant”. Non hanno mai risparmiato triviali battute sessuali su di lei, facendole anche davanti a lei, lo facevano sia i colleghi che i capi, e ogni volta lei sembrava gioire di godere di tutta quella attenzione. Io dentro di me pensavo, “Povera stella, non ti senti male?”

Quando doveva chiedere a un collega un favore, si impegnava tutta, tendendo le labbra e mettendo il seno bene in mostra con sorrisi e carezze particolari. Mi ripeteva ogni giorno che avrebbe dovuto fare la velina, così sarebbe stata più felice, invece di dover lavorare e sopportare tutte le noie relative. Diceva a me che mi vestivo “da vecchia” perché porto abiti a ruota e gonne alla caviglia. Cercava in ogni istante l’attenzione altrui, e aveva un grave problema di comunicazione con le altre donne dell’ufficio, che cercava di compiacere con continui falsi complimenti e regali. Non credo di aver mai sentito uscire dalla sua bocca una verità, tutto ciò che la circondava era finto, costruito, piegato alla cieca volontà di piacere e ottenere un qualche risultato. Ripeteva di continuo di essere forte e molto furba, non diceva altro che menzogne su ogni cosa. Ai colleghi lei piaceva molto, così tanto che la cercavano di continuo e il gruppo si era consolidato con lei come reginetta che si sedeva in braccio ai maschi sempre più spesso. Un giorno uscì dall’ufficio del capo dicendomi che andava tutto molto bene. Il giorno dopo fu licenziata perché era, di fatto, non capace nel lavoro, aveva litigato brutalmente con tutte le clienti di sesso femminile che in quel breve periodo aveva avuto in carico, ed era stata incapace di ammettere qualsivoglia errore. Un giorno, è scomparsa. Mi ha fatto sempre una pena infinita, quella figura fiera piegata sotto una logica di compiacimento che si era fatta più grande di lei e l’aveva mangiata. Il punto però era che una così, non la puoi compatire. E’ aggressiva, se cerchi di parlare di lei non risponderà mai se non con bugie, su bugie, e andrà avanti per quel cammino, bruciando terra e speranza di altre donne sotto le ali del suo dolore. Aggredendo di continuo le donne semplici, guardandole dall’alto in basso del suo inferno in plexiglass. Non ci sono salvezze per lei, non c’è altro che la ricchezza e il successo, le tette finte e la TV. L’ho rivista una sola volta, passò a trovarci una sera, con una micro gonna inguinale e la faccia impiastricciata di fondotinta, gli occhi vuoti e stanchi.
Queste sono donne belle e di valore, che si sono rovinate, da cui guardarsi per la rabbia che portano, e da cui apprendere cosa sta succedendo nella società.

Una storia che merita di essere scritta fosse solo per dare man forte al tentativo importante di Lorella Zanardo, che potete vedere su “Il corpo delle donne” documentario graffiante e commovente sulla donna nella TV italiana. Se volete vedere cliccate sulla femminilità.

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Messaggi oscuri sui blog-TV

Non se ne ha abbastanza della televisione. Spaccottgliamoci anche in rete. I blog più quotati da quando seguo le classifiche di wordpress hanno per argomento: REALITY SHOWS, TV E PROGRAMMI, VELINE&CALENDARI, SUPERENALOTTO. Ma qui abbiamo scoperto l’inghippo, quello che c’è sotto. Con ogni probabilità secondo il centro ricerche Autisti&Autistici (che è sotto falso nome ovviamente, ma afferisce al Comitato Mondiale per la Salvaguardia dei Segreti Statali ed Economico-Politici CMSSEP) dietro agli argomenti apparentemente futili e assordanti di questi blog che detengono il primato di visite si celano segreti messaggi in codice dei servizi segreti. Messaggi che secondo alcune indiscrezioni servono a decifrare cose ancora più segrete, dagli oscuri presagi dietro ai sorrisi e all’intensità delle strette di mano dei presidenti del G8, ai codici di accesso alle banche mondiali, ai segreti sull’eredità di Micheal Jackson. Tutto abilmente nascosto sotto una fila di informazioni solo apparentemente inutili e nocive all’esistenza. O ancora. Si intuisce che molti dei click che rendono famosi e quotati questi blog siano fatti da agenti segreti di altre fazioni che cercano di scoprire il loro segreto in realtà alimentando le loro visite. E un ultimo dubbio: chi si prende la briga di aggiornare quei blog, con i relativi argomenti? Sottopagati stagisti delle reti televisive e della Lotteria di stato? Constatiamo pensosi nel meriggio assorti, senza offesa, né macchia, né paura. Paura dovremo averne leggendo questo bel post della Lipperini.

C’è anche chi pubblica la classifica proprio bene…e perché?

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I media hanno velocità diverse. La televisione è immediata e autoreferenziale: amplifica e si rivolge alla massa delle persone (che non è un dispregiativo, significa che si rivolge a tutti noi, anche di riflesso). I media ambientati (affissioni, ad esempio) sono di passaggio e dipendono dalla presenza fisica delle persone: spesso usati per rafforzare un messaggio già diffuso altrove. La radio è un mezzo immediato ma selettivo. Tra radio e ascoltatori c’è maggiore contatto rispetto a quello della televisione, ma la diffusione di un messaggio è minore e molto più selettiva.
Internet. Un mezzo che si insinua sotto i tappeti. Che si diffonde “dal basso” nella casa del singolo, nella sua vita quotidiana. Un media che invece di guardarlo o ascoltarlo ci entri dentro tutto intero, e navighi come in un mare. Internet è un medium lento. Ha bisogno di molto per attecchire. La pubblicità infatti tende ad usarlo ancora molto poco per ora. Spesso però Internet viene legittimata quando se ne parla alla radio o alla televisione. Perché i tempi sono diversi. Si perché mentre la TV ti scoppia nella mente, internet avrebbe bisogno di molto più tempo per diffondere i messaggi, allargare la propria influenza e il proprio impatto. Però. Se – come spesso succede ma non ho capito bene come – i messaggi che si diffondono in internet vengono captati e poi lanciati sulla stampa quotidiana e soprattutto sulla televisione, allora il loro effetto guadagna improvvisamente le caratteristiche televisive…

Prendiamo Twitter. E’ un mezzo di per sé complesso, molto veloce, direi dispersivo, anche se nella teoria semplice, nella pratica, è da osservare per un po’ prima di riuscire ad entrarci. Eppure. Twitter viene sui media generalisti legittimato per la sua immediatezza, la sua veridicità. Quando alla televisione si sente che “su tweeter hanno documentato in diretta il terremoto in abruzzo prima della sua comunicazione sulla TV nazionale” potrebbe venire in mente che se non ci avessero dato questa notizia alla televisione nessuno se ne sarebbe accorto.E viene da chiedersi se nessuno in TV o sui quotidiani parlasse di twitter o di facebook, quanto questa immediatezza e questa veridicità sarebbe captata. Quanta parte della società fa uso di questi mezzi? E quanto? Chi, soprattutto e come ne fa uso.

Se non ci si mettessero di mezzo TV e stampa, non resterebbe questa un tipo di informazione da verificare per pochi eletti alle nuove tecnologie mediatiche? Non è che si mettono d’accordo fra editori? Si tratta di domande che per un po’ resteranno senza risposta. Si tratta dell’influenza che i media generalisti continuano ad avere sulla società e sugli altri media, anche se forse non ce ne rendiamo direttamente conto. Perché abbiamo una prospettiva troppo ristretta. Tiriamoci su le maniche, e andiamo a guardare meglio.


Would you take the red pill and fall through the rabbit hole?

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