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Confusion-navigators: una nuova specie di scrittori

Era un bel mattino di primavera, il sole raso appena tiepido fra le persiane, e Alice si svegliò. Era tutta intirizzita dal lungo inverno passato in letargo, gli occhi disabituati alla luce. Si prese un po’ di tempo per girottolare nella sua piccola casa, che da tempo sembrava non vedere. Poi, decise di aprire la finestra.alice-bottle

Le notizie passano veloci, in quantità molto superiore alla capacità del nostro umano cervello, passano sotto, sopra, dietro, attraverso ogni oggetto che è diventato un messaggio, un radiatore mediatico. Che cosa spinge tutto il popolo della rete, ad esempio, a produrre altri contenuti, vista la situazione di oversaturazione e overesposizione? Perché, o popolo della rete, sentiamo la necessità di allargare a dismisura il raggio della diffusione di pensieri, idee, conoscenze senza aver poi il tempo o la capacità di venirne a capo? Dove vogliono andarsene tutte queste informazioni? Continue reading ‘Confusion-navigators: una nuova specie di scrittori’

La Risposta di Darwin

A volte ci poniamo delle domande che non sono utili. A volte, ci riempiamo la testa di dubbi che non possiamo risolvere o ancor peggio, a cui non possiamo proprio apportare una soluzione.
Vorremmo tanto sapere tutto sull’idea del progresso (come mai non frena?), sulla nostra provenienza di miseri umani, sull’origine dell’universo e sull’esistenza dei mari, sul perché le persone si comportano sempre in una certa maniera nei secoli dei secoli e sul perché ci troviamo ad abitare in grandi alti palazzi con i riquadri di case sovrapposte e non su lunghi terrapieni erbosi coperti di pelli.
Le cose che esistono si possono osservare, forse, si possono migliorare.

Ma, chiederci perché esistono e se davvero servono, è forse un superfluospreco di energie.

Chiara, alla domanda “Secondo te la marca è utile per la nostra società?”, Si limita a sorridere, e girando la domanda a noi tutti dice: la marca esiste, e se esiste vuol dire che è funzionale a qualcosa, no?

ALICE: “Possiamo dunque migliorare la situazione che ci circonda chiedendoci se abbia un senso l’esistenza della marca, oppure no?”
DARWIN: “Scusate se mi introduco, ma non mi sembra ci siano novità! Vi ricordate quando io parlavo di selezione naturale? Mica sono scemo io, niente fronzoli e dubbi: ci sono cose che esistono perché superano una selezione. Punto. Non sprechiamo energie inutili ad arrovellarci!”
ALICE: “Uhm…Mi sento sopraffare. Forse Darwin ha ragione?”
CHIARA: “Se qualcosa esiste è funzionale a qualcos’altro, è funzionale e non serve poi tanto chiedersi il perché.”
ALICE: “Trovo ottime le vostre osservazioni. Però, capire come una cosa si è sviluppata e funziona e come si è imposta in quanto mezzo di comunicazione può forse aiutare a guardare in avanti, senza perdersi d’animo!”


Would you take the red pill and fall through the rabbit hole?

aliceinbrandland@gmail.com
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