Posts Tagged 'politica'

Sfida a singolar Tenzone: Miss Raccomandazioni e Miss Brodaglia Televisiva, fatevi sotto.

LamentazioneSuGerusalemmeL’Italia ha peccato gravemente, per questo è divenuta un panno immondo; quanti la onoravano la disprezzano,
perché hanno visto la sua nudità; anch’essa sospira e si volge indietro.
La sua sozzura è nei lembi della sua veste, non pensava alla sua fine; essa è caduta in modo sorprendente e ora nessuno la consola. “Guarda, Signore, la mia miseria, perché il nemico ne trionfa”. L’avversario ha steso la mano su tutte le sue cose più preziose; essa infatti ha visto gli stranieri penetrare nel suo santuario, coloro ai quali avevi proibito di entrare nella tua assemblea. Tutto il suo popolo sospira in cerca di pane; danno gli oggetti più preziosi in cambio di cibo, per sostenersi in vita. “Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata! Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta, e con cui il Signore mi ha punito nel giorno della sua ira ardente.

Dicono che noi italiani siamo un popolo di lamentatori.
Le lamentazioni sono proprio una cosa specifica e stanno all’interno della Bibbia, attribuite al profeta Geremia (vedi sopra).
Sappiamo che da tempi memorabili (come nei funerali nella grecia antica dove le donne si strappavano i capelli e piangevano – o in Sicilia dove esistono ancora oggi delle anziane donne, le prefiche, piagnone, che vengono chiamate ai funerali proprio con questo ruolo) lamentarsi e disperarsi è un modo catartico per allontanare il dolore.

Questa constatazione ci aiuta dunque a comprendere che in Italia ci deve essere molto dolore, se ci sono tante lamentele. Se poi le lamentele superano il dolore ecco che si attiva tutto un processo che è quello della rimozione, che impedisce a chi si lamenta di provare effettivamente il dolore relativo a questo tipo di lamentazione. E di capire da cosa provenga esattamente. In America esiste un genere artistico e cinematografico che si chiama “geremiade”. Esso raccoglie in una forma tutta speciale i lamenti e i giudizi su un determinato tema scottante, catalizzandone quindi gli effetti distruttivi: è quella di The Corporation, o il genere di Micheal Moore. In Italia qualcosa di simile lo fanno Annozero e Report.
Ma soprattutto, lo fanno gli italiani – senza ombra di dubbio – di tutti gli schieramenti politici e filosofico-religiosi. Ci lamentiamo, sempre, comunque, dovunque. Il nostro paese, culla di civiltà, arte, lettere e squisiti gioielli climiatici, storici e naturali, si sta appiattendo sotto una coltre rappresentata da una particolare forma di ostruzionismo contro tutto ciò che è nuovo, che è idea, che è proposta. Continue reading ‘Sfida a singolar Tenzone: Miss Raccomandazioni e Miss Brodaglia Televisiva, fatevi sotto.’

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Ai confini della sezione territoriale: la paleo-politica

Nella ridente estate milanese si svolgono ancora le riunioni di partito. Iniziative dimenticate dai tempi dei tempi, non più parte della normale vita sociale di normali individui occidentaliani.
Messaggi e ritratti dai resti di una specie estinta di paleo-politica, che ancora affligge il nostro paese, non si sa se il resto del mondo
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Per entrare alla sezione di via Archimede 13 a Milano si salgono due rampe di scale. Il sapore della sala spoglia è quello tipico di un racconto russo, una lunga fila di volumi identici di tela rossa e consunta riposano su una libreria di legno, una vecchia foto in bianco e nero di un militante in posa troneggia al centro del muro principale. Due finestre, spalancate sulle bandiere rosso verdi, qualche sedia occupata e molta gente che si sventola con pezzi di carta. Siamo alla riunione di presentazione di una lista elettorale per Ignazio Marino, candidato alla guida nazionale del Partito Democratico, e la sezione di via Archimede 13 si anima per sostenerlo. All’alba del 2009 assistiamo a una vecchia riunione di partito, quelle che si raccontano ancora in qualche spezzone di vita del secolo scorso. Eppure le persone ci sono, e sono molte. Molto accaldate, si sventolano e ascoltano sotto le luci al neon che inondano la stanza spoglia e il ritratto bianco nero. Chi sono queste persone e qual’è la loro storia? Che cosa le spinge a riunirsi alla sede della sezione territoriale?  Come può sintonizzarsi alla realtà contemporanea un mondo politico anacronistico?
Spiccano nella sala gremita ciuffi di barbe e capelli bianchi, e la sensazione che quelle persone siano lì da molto più tempo di quanto possiamo immaginare. Dopo gli interventi principali di accoglienza fatti da due consiglieri comunali milanesi presenti, segue una serie di persone che si alza e dice la sua. Prima si sono segnati in una lista redatta da una signora con i capelli ricci e spumosi di un grigio penetrante, le labbra così fini da parere inesistenti, lo sguardo duro e guizzante, armata di penna e foglio. Uno dopo l’altro, nell’afa carica di zanzare verdi luccicanti, persone si alzano e raccontano il motivo per cui si stanno iscrivendo alla lista che sostiene Ignazio Marino. Nessuno di coloro che interviene ha meno di 40 anni, o almeno così sembra. Continue reading ‘Ai confini della sezione territoriale: la paleo-politica’

La memoria stoica, Maria de Filippi e il bambino annoiato

Domenica 17/5/08

Ci troviamo in una bella cucina colorata, dalla finestra alberi. Siamo a Bologna. E entriamo lentamente in Brandland, con Matilde. Matilde ha 25 anni e si è appena laureata in storia. Apre con calma un pacchettino rosso con un fiocchetto di corda. Sorride, forse un pochino imbarazzata. Trova una carta da gioco, tessera di entrata in Brandland. E’ il 5 di denari.

MATILDE: “Perché il 5 di denari?”
ALICE: “No…le carte le ho scelte in base all’immagine che rappresentano…vedi, c’è alice che corre sulla spiaggia in giro tondo con gli animali fantastici.”
MATILDE:“Hihi. Mi ci riconosco. E sono personalizzate queste carte?”
ALICE: “Gira dietro, c’è un biglietto.”
Sul biglietto, quattro concetti. Storia, trasmissione, relazione, Marca. Parliamone.

ALICE: “Matilde, che fai tu?”
MATILDE: “Io Dovevo fare una tesi di storia e non una tesi di concetti. La storia è stata un punto di partenza. Mi sono concentrata sull’attribuzione di determinati termini a determinate situazioni…”
ALICE: “L’uso dei termini per rappresentare il mondo?”
MATILDE: “Si, l’uso che per esempio ne fanno i media, ma anche la società, per la rappresentazione delle situazioni a noi lontane.”
ALICE: “E…cosa hai scoperto?”
Continue reading ‘La memoria stoica, Maria de Filippi e il bambino annoiato’


Would you take the red pill and fall through the rabbit hole?

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