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dopo la sbornia della Grande Promessa

da_vedere_i_love_radio_rock_smemo_news_lifestyle_fullNel mezzo del secolo dell’ateismo e della negazione del futuro, dei superuomini e della depressione ansiogena, saliamo alle stelle del progresso, precipitiamo sulle stalle dell’incertezza: tutto questo in meno di 50 anni. Figli di genitori che hanno vissuto a fondo, cantato a squarciagola, festeggiato, amato ed ecceduto nella vita. Siamo fermi di fronte ad un passaggio a livello che si è chiuso. Di là, buio.

Gloria agli anni ’50, agli anni ’60, gli anni ’70 e ’80: icone del nostro tempo, il tempo senza faccia. Grandi fari rivolti all’indietro, per illuminare, ingigantire quei momenti senza pensieri, vissuti sorridendo e magari sbeffeggiandosi del domani: perché eravamo forti, eravamo sicuri, eravamo pieni di noi e delle nostre aspettative di progresso infinito. Ci era stata fatta una promessa, un giorno ormai lontano. E quella promessa era grande. Così grande che ne abbiamo fatto una religione. Con tanto di Dio uno e trino (il progresso, la tecnica, la scienza), di una Chiesa (le multinazionali, la finanza) e di rappresentanti di essa (i megamanager e i megaproprietari di enormi agglomerati finanziari transnazionali di cui solo loro capiscono come chi e cosa). Qualcuno ci aveva pensato? Si. Eric Fromm, 1976. Forse, però, in quel momento di grandi luci, stelle filanti, fuochi artificiali e facce di gomma, la discreta critica di Fromm è passata inosservata (?). Chi voleva sentirsi redarguire proprio al culmine del godimento? Uccellaccio del malaugurio!, gli avranno detto i suoi contamporanei.

Ora noi ci mettiamo a raccogliere la cenere della festa e come dei ragazzi dopo la sbornia, con tanto di hang over, vaghiamo sbandando senza meta, con in mano un mozzicone di sigaretta. Vediamo buio, e vogliamo colorare di nuovo il presente, ma non sapendo usare altri colori che quelli della festa, abbiamo cominciato a glorificare questi tempi d’oro, queste icone del passato in technicolor,k siamo diventati patiti del revival. Oggi niente è pi di moda del revival. Niente più trendy di “una volta era così…!” “a quei tempi veramente uno sballo” “certo che in passato si poteva…”
Eppure ci si potrebbe inventare qualcosa di nuovo. Far qualche passo avanti per non restare appiccicati allo scoglio come piattelle: arriva la tempesta, piattelle, mettiamoci le gambe e corriamo!

Muoversi dopo una bruciatura. Intorno, si cominciano a vedere frequentemente depressi, vuoto, mancanza di senso. E non è una lamentela da aficionadi del negativo. Anche perché ci sarebbe una piccola alternativa di pensiero, per lo meno per i nostri figli. Dei visionari che ci hanno indicato la strada. Per cominciare ad abituarci all’idea che la nostra civiltà non si interromperà qui.

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Mistero della miscredenza

Indy-tempio01Si leva un vento insistente, l’erba si assottiglia sempre più schiacciata al suolo. Il cielo si gonfia e si gonfia, due grandi bagliori aprono il fragore e giù, scudisciate di acqua che nemmeno si fossero rotti gli argini del Niagara. Scosse, boati e scudisciate di acqua si riversano dunque sui tetti e sulle strade. Sui Colli Scuri i Narratori Bianchi si sono rifugiati sotto le tende, le pelli infradiciate, battono i denti e si tengono stretti fra loro. Qui, in città, l’uragano infuria. Nascosta bene la testa sotto il cuscino, potremmo chiederci che cosa stia succedendo. Perché, ancora dopo tanti anni uno come noi, della stirpe degli umanoiodi superiori armati di blackberry comunicante con il resto del mondo, possa ancora rabbrividire al boato temporalesco e al bagliore che infrange il cielo. E pensare che sembrava di aver raggiunto l’Eden. Almeno, sembra che qualcuno lo abbia pensato. Giù, la testa intrappolata fra i cuscini, e la finestra che sbatte infuriata. Nessuno sa dire perché non abbiano ancora trovato una soluzione ai temporali? E perché ancora il meteo si permette di non azzeccare le previsioni?

Ai Colli Scuri un giovane narratore dalla pelle chiara come il latte si alza in piedi e agita le braccia bendate di banco verso il cielo, che tende ad un bruno violaceo. “Tale è stata la fede che gli umani hanno riposto nella tecnica, che si sono ritrovati con un palmo di naso. Credere di aver scoperto anche il mistero. E farlo diventare invisibile! E’, tutto questo, una follia.”
Saliamo con il ragazzo su una motoretta del tempo, e mettiamo la marcia: domanda al saggio. Ci catapultiamo in un giardino di piante selvatiche, ginestre e rose canine, si arrampicano su per un colle particolarmente roccioso, inondate dal sole. Lì siede un vecchio saggio. Ci inchiniamo e gli chiediamo cosa ne pensi di questo fattaccio. Continue reading ‘Mistero della miscredenza’

Marketers – filosofi e filosofie all’avanguardia

Aristotele e PlatoneConoscere la società e le pieghe dell’animo umano è sempre stato compito dei filosofi, dei letterati. Ora ci guardiamo intorno e dobbiamo ammettere che, nessuno meglio dei marketers – i famigerati operatori del marketing e di quella che viene definita “la comunicazione”, nessuno meglio della schiera di venditori in cui ci stanno trasformando conosce meglio la società. Fioriscono fior di ricerche su commissione, frotte di speciali inviati speciali, studi su studi di ordine psico-peda-socio-micro-pullulogici … Oggi un project manager sa molto più di quanto un filosofo possa immaginare. Sanno molto, perché i meccanismi di consumo e vendita si sono talmente evoluti che niente può paragonarsi ai ghirigori che i cosidetti operatori del settore si devono fare per convincere qualcuno a comprare proprio quel biscotto al cioccolato frollato su centomila altri sul mercato, proprio quella patatina alla paprika neoasiatica. Si fanno in quattro loro, per capire che cosa le persone possano desiderare ancora, se un biscotto al maiale arrosto o una bevanda di mosche suicide. Ed è qui che si sconfina nella filosofia. Una filosofia molto pratica, certo, e molto seriale. Una filosofia e un’antropologia che scandagliano continuamente e costantemente i più intimi meccanismi dell’animo umano, alle più segrete convinzioni, i più radicati istinti, il tutto finanziato dai colossi del consumo. Continue reading ‘Marketers – filosofi e filosofie all’avanguardia’


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