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Blog-TV: il mistero si infittisce

Buongiorno. Interrompiamo le normali comunicazioni del blog “Alice in Brandland” per una edizione straordinaria. In seguito alla pubblicazione del post “Messaggi oscuri sui blog-TV” è arrivato alla casella postale del qui presente blog un messaggio cifrato dal mittente: Patrick Yuk Bun Fung – un pericoloso personaggio invischiato (si ritiene) nella mafia grigia. Per depistaggio insistono sul fatto che il mittente non esista e sia invece un tentativo di spam. Non credetegli. Il messaggio recapitato alla casella postale di Alice in Brandalnd dice così: “Sono Mr Patrick Fung, Executive Director delle operazioni della Wing Hang
Bank, ho una proposta di business legittima per lei.”
Si sospettano rischi di attentato per aver sollevato le gonne dell’imperatore, o verità scomode. Ciò che desta sospetto è infatti la parola legittima, usata solo dai dipendenti del segreto statale. Sicuramente sotto falso nome il signor Fung sta cercando di estirpare la verità scomoda contenuta nel blog. Non è infatti permesso di ammettere chiaramente che l’imperatore è nudo, o che la popolazione venga così imbevuta di scempiaggini che poi ne diventa dipendente senza sapere perché.
Si informa la clientela che le trasmissioni riprenderanno a breve.

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I media hanno velocità diverse. La televisione è immediata e autoreferenziale: amplifica e si rivolge alla massa delle persone (che non è un dispregiativo, significa che si rivolge a tutti noi, anche di riflesso). I media ambientati (affissioni, ad esempio) sono di passaggio e dipendono dalla presenza fisica delle persone: spesso usati per rafforzare un messaggio già diffuso altrove. La radio è un mezzo immediato ma selettivo. Tra radio e ascoltatori c’è maggiore contatto rispetto a quello della televisione, ma la diffusione di un messaggio è minore e molto più selettiva.
Internet. Un mezzo che si insinua sotto i tappeti. Che si diffonde “dal basso” nella casa del singolo, nella sua vita quotidiana. Un media che invece di guardarlo o ascoltarlo ci entri dentro tutto intero, e navighi come in un mare. Internet è un medium lento. Ha bisogno di molto per attecchire. La pubblicità infatti tende ad usarlo ancora molto poco per ora. Spesso però Internet viene legittimata quando se ne parla alla radio o alla televisione. Perché i tempi sono diversi. Si perché mentre la TV ti scoppia nella mente, internet avrebbe bisogno di molto più tempo per diffondere i messaggi, allargare la propria influenza e il proprio impatto. Però. Se – come spesso succede ma non ho capito bene come – i messaggi che si diffondono in internet vengono captati e poi lanciati sulla stampa quotidiana e soprattutto sulla televisione, allora il loro effetto guadagna improvvisamente le caratteristiche televisive…

Prendiamo Twitter. E’ un mezzo di per sé complesso, molto veloce, direi dispersivo, anche se nella teoria semplice, nella pratica, è da osservare per un po’ prima di riuscire ad entrarci. Eppure. Twitter viene sui media generalisti legittimato per la sua immediatezza, la sua veridicità. Quando alla televisione si sente che “su tweeter hanno documentato in diretta il terremoto in abruzzo prima della sua comunicazione sulla TV nazionale” potrebbe venire in mente che se non ci avessero dato questa notizia alla televisione nessuno se ne sarebbe accorto.E viene da chiedersi se nessuno in TV o sui quotidiani parlasse di twitter o di facebook, quanto questa immediatezza e questa veridicità sarebbe captata. Quanta parte della società fa uso di questi mezzi? E quanto? Chi, soprattutto e come ne fa uso.

Se non ci si mettessero di mezzo TV e stampa, non resterebbe questa un tipo di informazione da verificare per pochi eletti alle nuove tecnologie mediatiche? Non è che si mettono d’accordo fra editori? Si tratta di domande che per un po’ resteranno senza risposta. Si tratta dell’influenza che i media generalisti continuano ad avere sulla società e sugli altri media, anche se forse non ce ne rendiamo direttamente conto. Perché abbiamo una prospettiva troppo ristretta. Tiriamoci su le maniche, e andiamo a guardare meglio.

Confusion-navigators: una nuova specie di scrittori

Era un bel mattino di primavera, il sole raso appena tiepido fra le persiane, e Alice si svegliò. Era tutta intirizzita dal lungo inverno passato in letargo, gli occhi disabituati alla luce. Si prese un po’ di tempo per girottolare nella sua piccola casa, che da tempo sembrava non vedere. Poi, decise di aprire la finestra.alice-bottle

Le notizie passano veloci, in quantità molto superiore alla capacità del nostro umano cervello, passano sotto, sopra, dietro, attraverso ogni oggetto che è diventato un messaggio, un radiatore mediatico. Che cosa spinge tutto il popolo della rete, ad esempio, a produrre altri contenuti, vista la situazione di oversaturazione e overesposizione? Perché, o popolo della rete, sentiamo la necessità di allargare a dismisura il raggio della diffusione di pensieri, idee, conoscenze senza aver poi il tempo o la capacità di venirne a capo? Dove vogliono andarsene tutte queste informazioni? Continue reading ‘Confusion-navigators: una nuova specie di scrittori’


Would you take the red pill and fall through the rabbit hole?

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