Posts Tagged 'fear'

Care cameriere della catastrofe

quarto_potere.jspDIRETTORE: “Alziamo il livello di paura di 224 punti percentuali rispetto a: sentimento patriottico, evasione, scandalo, progresso infinito, sentimento razziale e rivoluzionario. Alziamolo, ché ultimamente avevamo registrato dei cali troppo forti con conseguenti sommosse e tentativi di opposizione alle normali regole di sottomissione.” Dalla Zentrum Trasmissioni, comunicazioni aperte su tutti i canali, con lo stesso tema.
TELEGIORNALISTA: “Cari spettatori, ascoltate. Avrete di sicuro molta paura oggi perché sono successi parecchi disastri. Ed è solo con una grande fiducia nel governo e in tutte le persone che si occupano delle cosa pubblica, che potrete sopravvivere e continuare ad uscire di casa. Ascoltate, gente, ascoltate.”
A reti unificate. Cade un aereo, 200 morti. Terremoto. Esplosione. Cordoglio, lacrime e terrore. Recriminazioni. Licenziamenti. Crisi.
PUBBLICO: “Oooooh. Che paura. E’ proprio vero oggi il mondo è brutto e difficile. E la vita è proprio senza certezze, un giorno ci sei…E poi che brutto tutto è così corrotto, complesso, triste. Non ci si può fidar più di nessuno, nessuno. Non abbiamo scelte. Nessuna scelta se non guardare al nostro piccolo giardino, dobbiamo pur sopravvivere alle catastrofi.”

Giusto. Se non c’è un livello adeguato di paura, d’altronde, come si fa ad accettare la lunga serie di soprusi che sono inflitti ai cittadini con il sorriso sulle labbra, cittadini che sono chiamati liberi a decidere liberamente della loro esistenza?

Che cos’è il catastrofismo ? Qualcuno ne parla. Dicono si tratti di una normale evoluzione della terra attraverso alcuni drastici cambiamenti ambientali. Come vedete qui. E a livello mediatico? E’ la tendenza dei mezzi di informazione a inondare le pagine dei giornali, le dirette televisive e radiofoniche con maremoti e uragani, catastrofi che più grandi sono meglio è. Un altro esempio di catastrofismo: “coloro che acquistano il giornale sono a loro volta il prodotto che viene venduto alle imprese che acquistano spazi pubblicitari; il giornale in sé ha solo marginalmente il ruolo di prodotto” (Noam Chomsky). Dovremmo ormai saperlo e non è questo un motivo per darsi all’allarmismo. Ma se non è stato ripetuto abbastanza, dobbiamo ripetercelo ancora.
Abbiamo la libertà, è vero, siamo in un paese democratico, è vero, ma le stesse catene che questo tipo di libertà ci impone sono contenute nella stessa ampiezza delle scelte che abbiamo a fronte delle scelte obbligate che invece siamo costretti a fare. Quali si chiederanno i più? Eh, eh… Indovina indovinello.
Viene anche da chiedersi il perché la stampa sia stata definita “Quarto potere” cioè la capacità dei mass media di influenzare le opinioni e le scelte dell’elettorato. Semplicemente potremmo chiederci perché i giornalisti non vengono mandati a caccia di notizie positive – non scandalose, non catastrofiche, non apocalittiche, non insidiose. Oltre ovviamente ai fatti importanti di cronaca. Ma è importante davvero che al TG serale venga mandata la notizia che un ragazzo si è buttato da un balcone? Con tutto il rispetto per il ragazzo, chiaramente. Non sembra essere una notizia di interesse nazionale dall’urgenza di essere proiettata sul TG. E se andassimo a cercare le positività? La gente che fa del bello? I piccoli miracoli? Perché non dovrebbero piacere? Perché non dovrebbero mettere speranza nel cuore della gente, dar loro il buon umore, dar loro fiducia che da qualche parte qualcosa di bello sta accadendo?
Il tam tam mediatico che accentua la paura – degli stupri, dei romeni, delle catastrofi – non è altro che un ulteriore incentivo a vedere tutto nero, a far sentire le persone non sicure, ad avvicinarle sempre di più nelle mani di un potere oligarchico, non trasparente, di natura dittatoriale politica od economica. Non guardiamo il nostro attuale governo o i nostri politici, ampliamo lo sguardo su un’epoca storica che da democratica si sta trasformando in qualcosa che ancora non comprendiamo ma che non è democrazia nel senso ideale inteso.

Sicuramente non possiamo fare altrimenti, ma non dobbiamo farci vincere dalla commozione o dai sentimenti di paura che i media possono suscitare. Siamo per caso diventati schiavi delle catastrofi come la cameriera di Belle&Sebastian ?

Dobbiamo comprendere che c’è altro, tanto altro che possiamo vedere. E che non sempre quello che ci viene mostrato è veritiero. Verificare la veridicità delle informazioni e capire come esse si muovano nei diversi periodi politici, economici, globali. Forse alcune macchine sono così grandi che nemmeno i più alti di noi possono vederne i contorni. Forse l’ingranaggio è molto più rodato di quanto sospettiamo. Però. Sapere e mantenere un occhio critico e lucido è l’unica via di uscita. Sono questi umili spunti in attesa di trovare interlocutori che li contestino o li approfondiscano. Chi vuol cogliere.

Advertisements

Il Grande Chiodo

“La seconda ragione era propagandistica, come aveva stabilito una apposita commissione di psicologi, pubblicitari, massmediologi, e subliminalisti. Il chiodo è indice di stabilità, di forza, di tenuta contro l’anarchia. Il grande chiodo tiene fermo il paese. La terza ragione era che il chiodo riassumeva tutti i grandi ideali di Tristalia: salire, scalare, assurgere, arrivare fino in cima. Lassù, il popolo lo sapeva, si tenevano le feste più esclusive, c’erano ristoranti a cui erano ammessi solo i vip.” Lo Zentrum collocato sulla cime del Grande chiodo è il grande computer centro del paese di Tristalia, narrato da Stefano Benni in Elianto. 

In realtà, sulla cima del grande chiodo, si dovevano mettere le cinture di sicurezza perché il vento lo faceva dondolare così forte che le persone richisvano di sbattere da una parte all’altra dei saloni.

 “(…) In cima al Grande chiodo il vento era un po’ calato, ma Abakuk e Previtali restavano prudentemente legati alle poltrone. Erano entrambi scontenti per quello che avevano appena visto. – Non sei stato abbastanza rassicurante, Fido. – disse Previtali – Eri teso e la gente lo ha avvertito, ti tremava la giugulare. E il livello di Paura non è calato. – Ho letto le tre notizie più rassicuranti che avevo, protestò Fido – Non capisco cosa possa essere successo. A che livello siamo adesso? – La paura è a duecentosedici, ed è in costante aumento. – Disse Abakuk.”

“L’occidente nelle sue componenti più ciniche e affaristiche ha sempre saputo gestire la paura.”(Antonio Ginoli, pag.56, La Repubblica 23/5/08)


Would you take the red pill and fall through the rabbit hole?

aliceinbrandland@gmail.com
Follow lilit_a_bnsg on Twitter

tweet tweet

Error: Twitter did not respond. Please wait a few minutes and refresh this page.

RSS Luca De Biase

  • Il cervello di Marco Magrini
    Marco Magrini è un giornalista bravissimo. Racconta le storie con una passione per il bello intelligente che ha un effetto contagioso. Ha scritto un libro necessario: Cervello. Manuale per l’utente. Guida semplificata alla macchina più complessa del mondo, Giunti 2017. Non ho voglia di aspettare a recensirlo dopo averlo letto tutto. L’inizio è sufficiente a […]
    Luca De Biase
  • Italia manifatturiera. Medie aziende: due volte più robot del resto del mondo
    Secondo EY: «Le medie imprese italiane si dichiarano orientate al futuro con una particolare attenzione all’automazione robotica dei processi (RPA): l’11% ha già adottato l’RPA, contro il 5% a livello globale, e un ulteriore 15% dichiara che prevede di farlo nei prossimi dieci anni.» È uno dei dati che emergono dalla ricerca EY Growth Barometer […] L'ar […]
    Luca De Biase

RSS Paulo Coelho

  • 20 SEC READ: The Chinese bamboo
    After the bamboo seed is planted, you don’t see anything for approximately five years, other than a tiny shoot. All of its growth happens underground; a complex root system that extends vertically and horizontally in the earth begins to form. At the end of the fifth year, the Chinese bamboo grows until it is approximately […]
    Paulo Coelho
  • 20 SEC READ: Learning to live with some wounds (ENG, PORT,ESPA)
    Illustration by Ken Crane____________________ EN ESPANOL CLICAR AQUI: Puercoespines EM PORTUGUES CLICAR AQUI: Os Porcos-Espinhos ____________________ During the Ice Age many animals died because of the cold. Seeing this situation, the porcupines decided to group together, so they wrapped up well and protected one another. But they hurt one another with their […]
    Paulo Coelho

RSS Rebecca Walker Blog

Bookmark and Share

some color

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
segnala il tuo blog su blogmap.it

year after year

November 2017
M T W T F S S
« Mar    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930