Archive for the 'questions' Category

dilemma del lavoratore contemporaneo

Lavoro per vivere? O vivo per lavorare? Sono il mio lavoro? O il mio lavoro è quello che sono ? Soprattutto: perché esco così raramente dall’ufficio?
Sottile fregatura della mentalità neocapitalistica. E’ il Mercato a decidere chi siamo. Ma il Mercato non è nessuno. Ha una mano, pure invisibile, ma non ha testa. Quindi non ci si può parlare, ma fare braccio di ferro si. La prima insidia è stata fare pensare alla gente che attraverso il lavoro ci si potesse realizzare come esseri umani. La seconda, che attraverso il consumo, permesso dal lavoro, ci si potesse realizzare come identità definite. La terza, che ci abbiamo creduto. Nota positiva: abbiamo mangiato la foglia, e poiché a differenza del Mercato, abbiamo una testa, non faremo braccio di ferro. Useremo le mani per ragionare.

Looking for Maga Magò

 

 

 

 

 

 

 

 

I can be big! I can be small! I can fly! I can be huglier. And even beautiful! Now what do you think boy? Who’s the greatest?
Now. Who’s the magnificent Mad Madame Mim? Who is who? Who are you in the mirror today? Who would you like people think you are ? What do you need to show to yourself? Isn’t that tiresom?

 

let’s go and save the world

looking at the sculpture in Tuileries garden (paris) during the FIAC fair. we would be looking at a breack-up of united states. most probably a breack-up  into a sort of chinese game of pick-up sticks. however, the big question is: the pioneer instinct is a true source of positivism and energy, and this is rooted in north-american population and culture, most sensibly when living in nyc. may  it come from ancient freedom, adventure, even conflicts. it’s strong and sensible. will it be again the same source to help united states (and occidental culture) facing this potential breack-up ?

il tempo dell’incertezza

Che cos’è l’incertezza?

Essere non sicuri. Non fermi. Instabili.

Chiedersi ogni giorno che cosa ne sarà di noi domani. Sentirsi intrappolati in una rete pesante di cause ed effetti da cui (sembra) non si può uscire. Finire tutte le frasi con : “Mah.” e rivolgere gli occhi al cielo, o in basso per terra con sconsolatezza. L’incertezza oggi è amaro in bocca, dopo i bagordi del secolo passato. E’ aver creduto in illusioni di stabilità e felicità per tutti gli esseri umani, e non potersi aggrappare a un saldo punto di appoggio.

Dopo aver scoperto come soggiogare l’energia elettrica e quella atomica, dopo aver vissuto nell’ovatta di un meccanismo semplice e fortunato come quello di: “spendo soldi in giro a casaccio, faccio guadagnare le aziende, le aziende mi assumono dandomi a disposizione una cifra che spendo, per far guadagnare le aziende….” ci svegliamo, e siamo nudi. La coperta è stretta e ce ne siamo accorti dopo aver buttato via tutti i maglioni pesanti e la lana.

Un numero a ripetizione costante di eventi dalla luce nera sta scuotendo il nostro mondo, dai paesi più poveri a quelli più ricchi. Legati tutti gli uni agli altri, e la causa effetto ha appena iniziato a far cadere il castello di carte. Che cosa sta succedento alla nostra società? Perché i giovani non sorridono più pensando al futuro e perché si ubriacano tutti i week end fino a vomitare e fanno sesso con disprezzo a dodici anni?

E’ proprio l’incertezza il nodo della questione. Siamo caduti nell’incertezza, perché la superassimo e perché ci ripulissimo da vecchie strutture ormai obsolete.

La nostra speranza non deve morire. Deve oggi fortificarsi, aiutarci a combattere fino all’estremo delle nostre possibilità. Dobbiamo superare l’incertezza per trovarvi dietro la forza del mondo, la forza dell’uomo, la certezza di quel qualcosa al di là di tutto che ci guiderà e ci sosterrà. Che cosa sia, dobbiamo essere noi a scoprirlo.

la lunga storia delle bottiglie

Musica. Fianchi che si muovono a rallentatore. Gambe. Pezzi di braccia che si agitano nell’aria. Luce tagliata. Divani di pelle bianca, bicchieri. Una massa di persone, mare di notte, uno yacht, scarpe lucide. La pancia bagnata di una donna di sbieco. Il barman che sta preparando dei cocktail, e sorride. La gente, sembra felice. Più che felice, è seducente. “Ci stai?”. Spengo la TV. Da qualche parte nel mondo ora un signore ne sta chiamando un altro, per chiedergli di farsi venire un’idea, idea che deve avere il potere di far salire le vendite di una sua certa produzione. Su cosa deve fare leva? Sul desiderio delle persone di essere belle, invincibili, il potere divertirsi e poterlo fare con gli altri. Giocare su una serie di valori latenti dentro le persone. Da un’altra parte un uomo dalla pelle grinzosa si sta alzando, chiude la porta della baracca e va ad azionare i macchinari dentro un enorme capannone, dove un potente impianto meccanizzato sta imbottigliando milioni di bottiglie. Da un’altra parte ancora, una donna sta disegnando al computer un’etichetta, che deve essere accattivante e pulita, rispettando i valori della marca di cui si fa messaggera. Una volta stampate, le etichette vengono poi portate nello stabilimento dove un macchinario le applica sulle bottiglie del capannone precedente. Un uomo si alza, e prende le chiavi del camion. Al supermercato, di notte, scarica casse di bottiglie che vengono messe sugli scaffali. Entro al supermercato, verso sera e quando arrivo allo scompartimento delle bottiglie, mi viene in mente la donna con la pancia bagnata che muove i fianchi, gli yacht le luci e la gente felice. Sorrido anch’io.

c’è da dire un’altra cosa. Il signore che fa le bottiglie, mette anche in giro dei video, che dicono che non è bene comprare le bottiglie se si ha una macchina. ma se uno abita lontano come fa ad andare al supermercato?

 

elixir di eterna giovinezza

lady_of_elixir_2Via le rughe, e il tuo sorriso splenderà in eterno. Demi Moore non ha più un’età, mentre Sharon Stone- 50enne – è mezza nuda (tetta fuori e guepière sadomaso) con un fisico da ventenne sulle copertine di Vanity Fair. Monica Bellucci, poi, non ha una ruga nul contorno occhi, ma un incarnato di pesca. Vanno molto le cinquantenni ringiovanite, ultimamente. Si sa, oggi le persone, non devono invecchiare più. E’ una cosa completamente out. Una volta esistevano gli “elixir” miracolosi, sicuramente anche quello dell’eterna giovinezza. E oggi non è poi cambiato così tanto, se non nella quantità di produzione in circolazione di prodotti miracolosi e miracoli incarnati. E’, questa, l’era del corpo?
“Sembra che la ricerca del maggior numero possibile di piaceri sia la cosa più logica di questo mondo e che il dolore fisico debba essere evitato ad ogni costo. Ma si tratta davvero di valorizzazione? E’ davvero il corpo reale quello che viene esaltato in questo modo? O non è piuttosto un corpo ideale, immaginario, sottomesso a norme determinate quali la giovinezza, lo charme, l’abbronzatura perenne, l’aspetto sportivo? Un corpo estraneo al tempo, all’invecchiamento, alla fatica, alla sofferenza. Un corpo-macchina per il lavoro o per il godimento?”* E poi noi, godiamo davvero? (del nostro corpo)

*xavier lacroix “il corpo e lo spirito” ed. qiqajon

questa strada non è una pista di velocità

piccola segnalazione stradale. leggere questo segnale all’uscita dell’autostrada. e pensare. che “questa strada non è una pista di velocità”. su un cartello luminoso. ora, leggerlo qui su un blog, non sa di niente ve ne renderete conto. ma leggerlo all’uscita dell’autostrada del sole (quella che va da napoli-milano), non so, fa un certo effetto straniante. immaginate un automobilista livornese, se gli potesse rispondere al cartello luminoso: “ma che sei, cretino te?” e il cartello: “chi io?” “si, te, proprio te. sto andando a duecento all’ora da du’ ore, e proprio adesso che entro in città mi vieni a racconta’ che la strada non è una pista di velocità? e che è sennò? c’ho la macchina che fa i du’cento all’ora di base, e la provo solo a casa davanti al garage secondo te? bella faccia tosta per un cartello deh”.
“ehi, scusa sai, ma mi scrivono così dall’alto, quelli che pensano alla mobilità stradale sai! non lo so se si parlano con quelli che fanno le macchine, io. io ci metto solo la luce per illuminare le scritte, allora che vuoi da me?” “vabbè dai. per questa volta passi che c’ho fretta.”


Would you take the red pill and fall through the rabbit hole?

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