Evoluzioni cultural-digitali

E’ una roba ostica questa qua. Ci si confrontano i migliori sulla rete. Alice non ha pretese di trovare il bandolo della matassa, per carità. Comincia bussando ad una porta. TOC TOC. Chi aprirà?

logo_eyci-2009_home_ENDomani comincia una competizione, si chiama RomaEuropaFAKEFactory e sarà, dicono, lo stimolo per la creazione di un Tavolo sulla Cultura Digitale da istituire all’interno della Commissione Cultura.
Sicuramente a questo evento partecipano dei Confusion-navigators, fra i quali vorrei citare una persona, che sta dietro a una realtà di sua invenzione, chiamata Performingmedia. Il filo conduttore di Performingmedia, se possiamo veramente delimitarne uno in poche parole, è quello della mutazione che il digitale apporta alla cultura e all’informazione. La persona si chiama Carlo Infante e di lui mi ha colpita la seguente dichiarazione: “L’ho capito subito da giovane che volevo essere libero, e così ho creato il mio mestiere”. Sicuramente gli si addice. Non saprei infatti definire esattamente cosa è. Ma fare ne fa tante. Ogni mese c’è una nutrita gnuletter Performingmedia di eventi-notizie-stimoli riguardanti l’argomento digitale in evoluzione. E’ come se tendendo l’orecchio, si potesse sentire riecheggiare una voce -se non uguale – simile, sorgere dai molteplici cantoni del mondo, ed è come se questa voce si amplificasse, si frammentasse ancora, per poi andare a costituire una massa critica che non si rende conto di essere tale o non sempre viene così percepita da chi non ne fa parte. L’innovazione. Imprendibile per definizione.

La domanda conseguente è: chi partecipa effettivamente a questo ricco mondo di informazioni e di eventi che ruotano attorno alle realtà cultural-digitali? Come funziona l’informazione di esse e la diffusione della stessa? Sono soli i pochi consueti eletti a partecipare ai diversi confronti, convegni, piattaforme mediali oppure c’è in diversi punti del network uno sbocco verso il pubblico? Se c’è, qual’è? (stupido esempio: io ricevo la notizia che c’è un evento domani sera alle 9 a Pordenone, ma come faccio ad andarci se sono a Milano e lavoro? stupido esempio 2: è l’anno della creatività in europa: chi lo sapeva di quelli che passano di qui? cosa succede in giro? dove si reperiscono informazioni?) E sul web, come trovo informazioni e rimandi per entrare in connessione con questa evoluzione?

Per esempio questo festival RomaEuropaFAKEFactory, festival di creatività digitale artistica filmica etc etc – che ha tutta l’aria di essere interessante, non mi sembra che sia così conosciuto e soprattutto diffuso, pubblicizzato…Mi sbaglio? Dicono che sia stimolo per creare una tavola sulla Cultura Digitale, ma perchè questi eventi e queste opportunità sono così lontani e distanti dalle persone, mentre dovrebbero essere aggreganti, socializzanti? Perché si crea sempre e comunque un’oligarchia, anche in un mondo democratico come la rete e il digitale? Com’è che la rete diventa uno strumento dialogante e paritario?

Questa visione si aggancia in parte alla resistenza delle persone ad approfondire conoscenza e argomenti, per la troppa quantità di stimoli… Fermi tutti: ho avuto una visione.

Ci sono delle conche, dei filtri di passaggio amministrati da diversi generi di Caronte, che traghettano notizie e informazioni agganciati a dei globi pulsanti. Loro smistano, controllano, diffondono. Il loro pubblico si abbevera, e manda indietro il riscontro che viene inglobato e rimesso nel flusso per essere di nuovo filtrato. Questi Caronte sono raggiungibili, vicini, accessibili.

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