Confusion-navigators: una nuova specie di scrittori

Era un bel mattino di primavera, il sole raso appena tiepido fra le persiane, e Alice si svegliò. Era tutta intirizzita dal lungo inverno passato in letargo, gli occhi disabituati alla luce. Si prese un po’ di tempo per girottolare nella sua piccola casa, che da tempo sembrava non vedere. Poi, decise di aprire la finestra.alice-bottle

Le notizie passano veloci, in quantità molto superiore alla capacità del nostro umano cervello, passano sotto, sopra, dietro, attraverso ogni oggetto che è diventato un messaggio, un radiatore mediatico. Che cosa spinge tutto il popolo della rete, ad esempio, a produrre altri contenuti, vista la situazione di oversaturazione e overesposizione? Perché, o popolo della rete, sentiamo la necessità di allargare a dismisura il raggio della diffusione di pensieri, idee, conoscenze senza aver poi il tempo o la capacità di venirne a capo? Dove vogliono andarsene tutte queste informazioni? In una giornata tipo, se fossimo informati cittadini, potremmo leggere: uno o due quotidiani (ci vuole almeno 2 ore per leggerne tutto uno e non mi dite che non si dovrebbe leggere tutto il quotidiano perché allora hanno ragione a tagliarli), parte magari di qualche settimanale (che se è l’Internazionale ci vogliono almeno 1 ora e mezza), delle notizie on line (1h), dei blog di nostro interesse (45min), qualche pagina di un libro di saggistica per lavoro (40 min), e magari se ci sta un pò del romanzo che ci piace tanto (30min)…Poi la TV dopo cena (1h), tutti i messaggi che ci passano da tutte le parti mentre ci muoviamo in città (?). Totale di una dieta non eccessiva: 7 ore a dirla stretta. Di 15h circa che stiamo svegli, andiamo a lavorare, mangiamo, magari riposiamo un poco.

Vi interpello direttamente, e vorrei sapere cosa ne pensate, o blogger lettori miei. Come si fa a non subire un blocco del cervello causa esaurimento posti e congestione da notizia impazzita?
Probabilmente, come ha dichiarato Luca De Biase nel suo articolo “il senso della notizia” uscito su Nòva qualche settimana fa, la professione di chi scrive oggi (parlava, lui, dei giornalisti, ma noi potremmo includere anche scrittori, saggisti, professori, persino gli artisti) conquisterà un’evoluzione fondamentale della propria specie trasformandone gli adepti da produttori (scriptor artigianis) in selezionatori (confusion-navigators) di questo magma informativo che strabilia il pubblico e lo gonfia tanto da renderlo incapace di reagire o capire da dove cominciare.

Aperta la finestra, e superato il primo rischio di infarto, Alice decise di lanciarsi sulla sua navicella motorizzata volante e di andare alla ricerca di un Confusion-navigator per orientarsi, continuando a rischiare il crepacuore ad ogni curva per i troppi oggetti volanti nell’aria.

Confusion-navigators, dunque. Andiamo alla loro ricerca. Ne conoscete qualcuno?

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