Velata tragicità sociale – in cornice

World Press Photo 2009, Galleria Sozzani, Milano.

Quell’occhio aperto su un mondo così lontanto. Io non posso vedere, se non con questi nuovi occhi. Oggi si, siamo fortunati, abbiamo molti nuovi occhi in più che ci permettono di non essere circoscritti territorialmente. Eppure lo siamo. Siamo estasiati di fronte a foto di una famiglia in cui le bambine giocano a fumare a soli 8 anni (con sigaretta accesa e sole in cucina, fra barattoli dalle scritte colorate e accattivanti alla Campbell’s soup).
Al World Press Photo 2009, vengono esposte le più significative foto giornalistiche scattate durante l’anno. Le foto in mostra presentano scorci inquietanti del mondo di oggi. Non è strano che il mondo sia così spaccato e diverso, fra picchi di futurismo e dittatura, sangue disperazione, strascichi di seta, fenomeni naturali strabilianti, catastrofici, opulenza… E la classe medio-alta che ha occasione di vedere con i propri occhi tutto questo e non solo di immaginarlo grazie a i libri di fantascienza, resti colpita-ma-non-troppo? Ora ci possiamo immaginare così tante cose che tutto è diventato immaginazione e fra noi e il mondo si è formato uno spesso velo di distacco, come se guardassimo tutto attraverso un piccolo televisore portatile, che si frappone anche fra noi e il televisore stesso. L’attivismo lasciamolo agli attivisti, ma vedere cosa succede nel mondo – intendo VEDERE – oggi che ne abbiamo il dono, la fortuna, non ci potrebbe portare a fare considerazioni diverse sulla vita di tutti i giorni, su come impieghiamo il nostro tempo, sulla relatività di come pensiamo che sia la vita generalizzando spesso troppo la nostra situazione? E poi. Ogni foto possedeva un incedere tragico. Sarà per la trionfalità che si raggiunge cogliendo la vita in un’istante. Per il maggiore impatto che le foto tragiche hanno sul pubblico, soprattutto quando raccontano eventi reali. Il tutto mi ha lasciato un amaro in bocca. E mi ha ricordato che oggi la nostra società opulenta ha una visione tragica dell’esistenza, più tragica rispetto a quanto benessere e opportunità di conoscenza siano a nostra disposizione oggi. E questo, forse, è dato a causa di quello spesso velo che si è creato fra noi e la realtà, che possiamo vedere, conoscere, ma quasi non “toccare” con i nostri sensi, restando così a digiuno di emozioni genuine e di azioni concrete che ci porterebbero a mutare percezione del senso di un quotidiano troppo bombardato di tutto, per permettere alle persone di scremare.
Comunque come sempre le foto erano commoventi e meravigliose. Complimenti agli autori, soprattutto a André Vieira, Carlos Cazalis, Gleb Garanich, Callie Shell e Davide Monteleone.

0 Responses to “Velata tragicità sociale – in cornice”



  1. Leave a Comment

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s




Would you take the red pill and fall through the rabbit hole?

aliceinbrandland@gmail.com
Follow lilit_a_bnsg on Twitter

tweet tweet

Error: Twitter did not respond. Please wait a few minutes and refresh this page.

RSS Luca De Biase

  • Pubblico o privato… comunità
    Questo post è per condividere interrogativi, in un momento in cui aumenta la spesa pubblica, ci piaccia o no. E dunque: meglio pubblico o privato? Il dibattito pubblico italiano può diventare particolarmente violento e maleducato soprattutto quando si tratta di criticare il settore pubblico: dai politici alla burocrazia. Ma questo comportamento non si ferma […]
    Luca De Biase
  • McKinsey: quanto ci metteranno i vari settori a ritornare alla loro dimensione economica pre-covid?
    Secondo McKinsey, alcuni settori impiegheranno molti anni per ritornare al livello di contributo al Pil che avevano prima dell’epidemia. I settori più colpiti, da questo punto di vista, ci metteranno anche cinque anni a recuperare il livello perduto. Eccoli: – arte, divertimento – ospitalità, ristorazione – servizi per l’educazione Vedi: COVID-19 recovery in […]
    Luca De Biase

RSS Paulo Coelho

  • Vacations!
    Although I enjoy my work a lot (once I tweeted: “if you do what you love, every day is a holiday”) I need to stop being in front of the computer – and this is the main reason for taking vacations. I will be back by the September. Meanwhile, you can download to your phone […]
    Paulo Coelho
  • Citations de Paulo Coelho
    – Un peu de folie est nécessaire pour faire un pas de plus. – Le courage est la peur qui fait ses prières. – On ne s’aperçoit pas toujours que l’on parcourt chaque jour un nouveau chemin. – Toutes les batailles de la vie nous enseignent quelque chose, même celles que nous perdons. – La […]
    paulocoelho

RSS Unknown Feed

  • An error has occurred; the feed is probably down. Try again later.
Bookmark and Share

some color

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
segnala il tuo blog su blogmap.it

year after year

May 2009
M T W T F S S
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

%d bloggers like this: