Generation ZZZ, UH, BOF

In cosa consiste esattamente una generazione? Io vengo generata da qualcuno, ma in un minuto sappiamo che nascono moltissimissimi bambini. Mi è sempre stato difficile, lo confesso, approdare a una personale definizione di generazione. Ci sono però delle ancore a cui tenersi. Mi interessa pensare a quelle generazioni che si confrontano oggi sulla piazza del mondo, in particolare partirei da un paese a caso, l’Italia.  In particolare la mia breve osservazione vuole concentrarsi sulle generazioni più giovani, quella dei 33-40enni di oggi, quella dei 25-33enni, quella fra i 15 e i 22. Naturalmente sono passibile di scominuca dai rappresentanti, per quello che sto per dire, visto che si tratta di deduzioni non verificate.

Dunque, i primi, la Generation BOF, sono rimasti poco toccati dagli eventi. Poco dalla rivoluzione del 68, perché i loro genitori erano già anzianotti per poter partecipare attivamente, poco dall’onda delle nuove tecnologie e dalla globalizzazione perché quando c’è stato l’avvento erano già grandicelli. Mi incuriosisce questo loro salto fra gli eventi e questo essere poco sengnati da grandi faccende. Poi ci sono i giovani ZZZ. Quelli sotto i 23 anni, che nascono imbevuti di consumi, sono svelti come delle faine, consapevoli di tutto quello che sta accadendo intorno, sotto sopra, dietro di loro perché mentre telefonano prendono appunti, guardano un film, si fanno la pedicure etc etc. Loro però sono nati fra gli oggetti della cancellazione di memoria, non hanno mai scritto e imbustato una lettera a un compagno di scuola, non si ricordano cosa succedeva ieri e i nonni forse appaiono loro delle cariatidi inusuali. Il passato fa loro l’effetto di una limonata sciapa. Niente di interessante. Sono potenzialmente ricchi ma effettivamente coperti ben bene da un velo di distacco che li tiene soporiferizzati.

Poi la Generation UH. Quella a cui è stato raccontato un mondo, a cui è stata data una formazione culturalmente o almeno moralmente solida, a cui è stato spiegato che ci sono ideali e si deve lottare per essi, che gli uomini e le donne sono diversi e hanno ciascuno un ruolo. Quelli che da bambini giocavano con i transformers e scrivevano le lettere, e poi hanno iniziato ad immergersi nel mondo digitale, solidi di un bagaglio di passato. Una generazione anello che oggi si chiede come mai questo passato che hanno nelle vene, che hanno ereditato, sia così profondamente distante dalla realtà che li circonda. Quelli che hanno negli occhi le trasformazioni del mondo in pochi anni, ma non sanno come cavalcarle del tutto. Quelli che si sono svegliati in un mondo che non pareva dovesse essere così come lo avevano sentito descrivere. UH.

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