Poisoned blogging?

Dalla pubblicazione del nostro blog, poco tempo fa, in me si è insinuato un dubbio sempre più forte.

Mi stavo chiedendo se il pubblico che fruisce dei contenuti in rete sia così selezionato rispetto alla grande massa indistinta che viene identificata per altri media come la TV.

Allora il dubbio è cresciuto: non è che anche la Rete ha caratteristiche leggermente diverse da quelle che ci fanno credere (contenuti elevati e reperibili free, pubblico attivo interessato e mobilitante)?

non è che anche sulla rete a prevalere è il modello della celebrità da 15 minuti, che diventa famosa perché mette in piazza i propri sentimenti e lo fa in un modo tale che tutti poi morbosamente la vogliono seguire finché un’altra non fa altrettanto e la sostituisce? c’è tanta gente che ha voglia di pensare o ce n’è di più che ha voglia di dimenticare?

e soprattutto, come si possono aprire le barriere delle ristrette cerchie culturali di scambio e informazione che si stanno creando sul web negli ultimi anni sempre più velocemente?

Il pubblico è impietoso, lo è sempre stato e la mia è una provocazione mediatica, per chi legge.

In tutto ciò sono anche propensa a credere che ci sia qualcosa che va aggiustato nel nostro modo di vivere il blog e da questo punto di vista ogni consiglio sarà benvenuto e accolto!

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