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Musica per partito da camera (il PD alla riscossa!)

Se dovessimo definire quella del PD una musica sarebbe musica da camera, una camera d’albergo di quelli che dall’esterno sono a 5stelle ma la stanza che affitti è da quattro soldi. Vediamo la stanza da dentro. Dimessa, democratica, con un arredamento di basso costo. Siamo nella stanzetta. Vediamo il mondo da lì, con una web cam. Il mondo, dalla stanzetta, ci sembra vicino, dimesso, democratico, come noi. Noi così allo stesso modo dovremmo sembrare al mondo. Dimessi, democratici, e anche aggiornati, visto che usiamo la web cam per comunicare con l’esterno. Salvo poi uscire dalla stanzetta e trovarci in un intrico di corridoi illuminati, lampadari di cristallo, moquette rossa e poltroncine di velluto. Molti specchi. Ci vediamo molte volte riflessi, così da sembrare tanti. E nella luce, ci rendiamo conto di aver su uno smoking da gran sera e un bastone intarsiato ci sorregge mentre passeggiamo. Qualcosa non quadra? Ci chiediamo improvvisamente se dall’esterno, nella web cam, appariamo così come ci vediamo nello specchio, con panciotto, anelli preziosi e la camminata lenta. Ci guardiamo meglio nello specchio, scacciando il pensiero e ritenendo che la web cam possa essa stessa trasformare la nostra immagine, perhé la web cam, e la stanzetta dove viviamo sono mezzi democratici, moderni, alla mano. Così ci devono vedere dal mondo, questo è certo.

Siamo i leader del PD. I soliti, vecchi, barbosi leader del PD. Con il massimo rispetto per intelligenza e savoir faire, cultura e diplomazia, siamo fuori dal tempo. Non è che se un baronetto inglese si mette un paio di infradito di plastica improvvisamente è rappresentante degli squatter. O si? Il PD di oggi è convinto di apparire dimesso, umano e vicino alla gente che rappresentava (parlo al passato perché così è) e di ringiovanire solo usando mezzi democratici per comunicare e un modo dimesso di dire le cose (vedi il manifesto bianco scarno con la gente comune che spinge via berlusconi). Questo non è realistico, Farebbe più fortuna usando mezzi più preziosi e di massa, che lo rappresentarebbero più sincero: lontano dalla gente, com”è.
Lontana dalle persone che rappresentava perché non ne coglie mutamenti, velocità, esigenze o cultura. Oh, beh. La discrepanza è prorio nel tentativo di apparire dimessi e alla mano, se non possono esserlo intrinsecamente…
Franceschini è una brava persona, ma con il web non ha molto in comune. Viene semplice capirlo osservando questi tre video, uno di Obama, uno di Travaglio, uno di Fraceschini. Chi è il più democratico di sinistra e contemporaneo come il popolo che dovrebbe rappresentare?

Web e modelli di pensiero non convenzionali

La storia del giovane designer francese Ora Ito, della sua irreverenza, incoscienza, e di come sia riuscito ad affermarsi come uno dei talenti più promettenti ad oggi sulla scena internazionale, mi hanno dato in questi giorni lo spunto per alcune riflessioni.

Non perchè io sia particolarmente sedotto dalla fama, ma semplicemente trovo – e vi assicuro non sono l’unico – sorprendente il modo in cui sia riuscito ad arrivare oggi, appena trentenne, a dirigere uno studio di venti persone con sede a Parigi.

A dire il vero, i fatti in questione non sono più recentissimi. Continua a leggere ‘Web e modelli di pensiero non convenzionali’


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