Post contrassegnati da tag 'milano'

questa strada non è una pista di velocità

piccola segnalazione stradale. leggere questo segnale all’uscita dell’autostrada. e pensare. che “questa strada non è una pista di velocità”. su un cartello luminoso. ora, leggerlo qui su un blog, non sa di niente ve ne renderete conto. ma leggerlo all’uscita dell’autostrada del sole (quella che va da napoli-milano), non so, fa un certo effetto straniante. immaginate un automobilista livornese, se gli potesse rispondere al cartello luminoso: “ma che sei, cretino te?” e il cartello: “chi io?” “si, te, proprio te. sto andando a duecento all’ora da du’ ore, e proprio adesso che entro in città mi vieni a racconta’ che la strada non è una pista di velocità? e che è sennò? c’ho la macchina che fa i du’cento all’ora di base, e la provo solo a casa davanti al garage secondo te? bella faccia tosta per un cartello deh”.
“ehi, scusa sai, ma mi scrivono così dall’alto, quelli che pensano alla mobilità stradale sai! non lo so se si parlano con quelli che fanno le macchine, io. io ci metto solo la luce per illuminare le scritte, allora che vuoi da me?” “vabbè dai. per questa volta passi che c’ho fretta.”

Saviano-non-stop a Milano tutto esaurito: chi c’è dietro alla vendita dei biglietti?

Anche volendo trovarne uno singolo, infondo alla fila, in piedi, per terra, appeso a un palo, i biglietti sono tutti esauriti per le tre serate che Saviano concede alla città di Milano con il suo spettacolo “La bellezza e l’inferno” che si è tenuto al Teatro Piccolo Studio dal 6 all’8 ottobre. I biglietti, spiegano le hostess, sono da tempo finiti: provare a venire prima dello spettacolo e mettersi in lista d’attesa, unica via da tentare sperando che qualcuno si sia ammalato all’ultimo (oppure una ex fidanzata che non sentiva da dieci anni si sia fatta viva proprio quella sera, oppure un poliziotto lo abbia fermato per un’infrazione e lo abbia portato in galera in stato di shock…) e così abbia rinunciato all’ambita poltrona. Ma c’è una replica a Febbraio, spiegano le hostes, candide. Ah, allora posso comperare un biglietto per Febbraio! No, no, non si faccia strane idee: anche Febbraio è già tutto esaurito. Cosa? Ci prendono in giro?
Le domande spontanee sono due: o c’è una mafia dietro agli spettacoli di Savinao (suona sinistro in questo caso l’uso di tale parola) e tutti i biglietti se li sono già spartiti i ricchi e gli abbonati, gli amici e i giornalisti, oppure è diventato un divo così divo che fa sold out ogni volta che esce di caserma. Specifichiamo che lo spettacolo è stato pubblicizzato con due uscite su Repubblica la settimana prima, ma per il resto un normale abitante di Milano non ne ha visto alcuna locandina (se c’era ditemi quante e dove). Da dove sono venute tutte queste persone? Chi erano esattamente? Alice è andata a vedere.

La strada è piena di gente, fumo che sale nell’aria, prime luci della sera. Nell’atrio gran confusione. Una signora con un vestito blu e due grandi fiocchi di raso bianco applicati sulle spalle, le scarpine verde acido conversa amabilmente con alcune carampane a cui presenta il figlio (o il nipote?), accanto a lei, magro e delicato, con la giacca del nonno. Almeno, è quello che stava dicendo. Una donna capelli grigi e rughe intelaiate elengantemente fra sbluffi di phard e rossetto fa cenni di modestia nell’aria, avvolta nella sua giacca di shantung a losanghe arancio e crema: “Non vorrei certo lodare il mio libro, figuriamoci”, dice. Ci sono altre donne, i capelli in posa vaporosi e alti, che aspettano composte in fila chiacchierando sommessamente con la mano sulla bocca. Un gruppo di studenti ben vestiti dall’accento milanese stringono biglietti stropicciati in mano. Il fumo di sigaretta sale in nuvole tonde dalla mano inanellata, le unghie lunghe e smaltate, di una signora con i capelli biondo platino, il rossetto rosso forte, la camminata trascinata, avanti e indietro sul marciapiede di fronte all’entrata. Un monaco tibetano, in rosso arancio che si fa avanti e un giovane sudamricano che gli porge una copia del giornale contro il razzismo, che sta diffondendo a 1 euro in occasione della manifestazione contro il razzismo che stanno organizzando a Roma. Diversi uomini in giacca e cravatta, la barba grigia, sbuffi di capelli sparsi sul capo e gli occhi cisposi. Luce forte di una telecamera, un uomo la impugna e resta fermo davanti all’entrata per diversi minuti, la luce puntata negli occhi dei malcapitati davanti. Il cameramen si sposta dentro a riprendere il banchetto dei libri di Saviano che vengono venduti vicino alla biglietteria. Tacchi alti e spessi con plateau, una giovane dai jeans stretti stretti e sorriso largo,  chioma bionda lisciata fino a metà schiena, accompagnata da un ragazzo più alto, senza volto. Antonio Scurati si mette dall’altra parte del marciapiede, guardando, apre e chiude gli occhi, vestito di nero, trae il cellulare e poi lo rimette in tasca. Una donna gli si avvicina e si dirigono all’entrata, un gruppo di amici ad attenderli. Un ragazzo sta fermo all’entrata in completo blu, le mani dietro la schiena, il cartellino del Piccolo appeso al taschino e la testa biondo chiaro finché non sono tutti entrati. Chi erano poi quelle persone tanto fortunate da essersi accaparrate il biglietto? E soprattutto, perché andavano a vedere Saviano? Misteri. Fortunate le maschere, che possono guardarsi lo spettacolo fra una pausa e l’altra: la loro pausa, è il corpo dello spettacolo.

MILANO, 6 ottobre 2009, Piccolo teatro Studio prima serata de “la bellezza e l’inferno” Roberto Saviano

Ai confini della sezione territoriale: la paleo-politica

Nella ridente estate milanese si svolgono ancora le riunioni di partito. Iniziative dimenticate dai tempi dei tempi, non più parte della normale vita sociale di normali individui occidentaliani.
Messaggi e ritratti dai resti di una specie estinta di paleo-politica, che ancora affligge il nostro paese, non si sa se il resto del mondo
.IMG00006

Per entrare alla sezione di via Archimede 13 a Milano si salgono due rampe di scale. Il sapore della sala spoglia è quello tipico di un racconto russo, una lunga fila di volumi identici di tela rossa e consunta riposano su una libreria di legno, una vecchia foto in bianco e nero di un militante in posa troneggia al centro del muro principale. Due finestre, spalancate sulle bandiere rosso verdi, qualche sedia occupata e molta gente che si sventola con pezzi di carta. Siamo alla riunione di presentazione di una lista elettorale per Ignazio Marino, candidato alla guida nazionale del Partito Democratico, e la sezione di via Archimede 13 si anima per sostenerlo. All’alba del 2009 assistiamo a una vecchia riunione di partito, quelle che si raccontano ancora in qualche spezzone di vita del secolo scorso. Eppure le persone ci sono, e sono molte. Molto accaldate, si sventolano e ascoltano sotto le luci al neon che inondano la stanza spoglia e il ritratto bianco nero. Chi sono queste persone e qual’è la loro storia? Che cosa le spinge a riunirsi alla sede della sezione territoriale?  Come può sintonizzarsi alla realtà contemporanea un mondo politico anacronistico?
Spiccano nella sala gremita ciuffi di barbe e capelli bianchi, e la sensazione che quelle persone siano lì da molto più tempo di quanto possiamo immaginare. Dopo gli interventi principali di accoglienza fatti da due consiglieri comunali milanesi presenti, segue una serie di persone che si alza e dice la sua. Prima si sono segnati in una lista redatta da una signora con i capelli ricci e spumosi di un grigio penetrante, le labbra così fini da parere inesistenti, lo sguardo duro e guizzante, armata di penna e foglio. Uno dopo l’altro, nell’afa carica di zanzare verdi luccicanti, persone si alzano e raccontano il motivo per cui si stanno iscrivendo alla lista che sostiene Ignazio Marino. Nessuno di coloro che interviene ha meno di 40 anni, o almeno così sembra. Continua a leggere ‘Ai confini della sezione territoriale: la paleo-politica’

Tavola rotonda – con separé

21 Maggio 2009 – Milano, Palazzina del Liberty

Siamo immersi nel verde di un parco. E’ sera, primavera, vento fresco. Una palazzina a pianta quadrata in stile liberty molto decorata, con dei disegni floreali dipinti su piastrelle di smalto, applicate sul bordo della facciata. La palazzina sta in mezzo al prato. Fuori ci sono persone. Dentro ci sono persone. Un palco quadrato ampio, nero, sedie in fila di fronte al palco e su dei piccoli soppalchi a galleria a cui si accede attraverso piccole scalette di ferro battuto. Le persone si sventolano con i volantini distribuiti. Ci sono due bancarelle chic di libri, una di nuovo e una di usato scelto.

Siamo a Milano, alla serata di Officina Letteraria a tema “Prigionieri del presente” dopo alcune letture si svolgerà una tavola rotonda. Che cos’è una tavola rotonda? Continua a leggere ‘Tavola rotonda – con separé’

Autoimprenditorialità – en plein air

Siamo al parco, è quasi sera. Abbiamo steso una tovaglia di carta gialla sull’erba, acceso delle candele, sediamo beati alla frescura degli alberi con davanti un cestino pieno di leccornie da pic nic e la bicicletta appoggiata poco distante.
Peccato solo per le macchine parcheggiate poco più in là e il viale trafficato che scorre intorno al parco. Tutto non si può avere, d’altronde siamo a Milano e abbiamo organizzato tutto in un’ora. Siamo in tre, io, un’amica mia e un’amica sua. Abbiamo disposto tutto ed ecco che in lontananza vediamo comparire il quarto ospite, amico di amica mia. E’ un ragazzo lui. Arriva e ci porge 3 bei fiori rosa dal gambo lungo, uno a testa. Siamo quasi commosse. Pasteggiamo con una pasta corta ai frutti di mare e bottarga (tipico cibo da pic nic) annaffiata di vino rosso in bicchierini natalizi per festeggiare pasqua natale e compleanno…
La beatitudine è totale. Quasi. Si insinua improvvisamente un demone fra di noi. Una delle due ragazze, quella con gli occhiali persol dalla montatura di tartaruga marrone tanto grandi anni 70. Siamo all’inizio della cena e lei è talmente contenta che le viene un’idea. Continua a leggere ‘Autoimprenditorialità – en plein air’

Terrorismo ecologico

idea… forse non è così originale
ma è comunque un’idea
….
durante il Salone del Mobile di Milano,
distribuire bustine piene di semi.
Semi di qualsiasi tipo…petunie, girasoli, pini, aceri, baobab, margherite,
e poi fare del terrorismo ecologico (sostenibile) con l’invito a
svuotarli in ogni aiuola, rotaia del tram, vaso o siepe milanese e 
non solo.
che ne dite?

se l’idea viene accolta, mi muovo subito per avviare la produzione!

Ciao, Matilde P.


Entrare in Brandland

Scrivete, la materia siete voi. E se volete scrivere, scrivete qui... aliceinbrandland@gmail.com

RSS Il corpo delle donne

  • Stereotipi
    “Ma scrivi un blog sulle donne? Ma allora sei femminista!” “Sei stata manager per anni in grandi multinazionali? Ah, ma allora… non puoi capire… noi veniamo dalla militanza…” “Guardi il documentario non è male, ma sa lei è regista, io sociologo e la realtà la conosco…” “Frequenti la Libreria delle Donne? Ah io non sono d’accordo con il [...] […]
    Lorella Zanardo

RSS Paulo Coelho's Blog

  • “The warrior’s life” by Kealan
    Kealan sent the link, and I believe it is a very personal and interesting review. He refers to my biography “The warrior’s life” http://bit.ly/19Pqry recently published in English, Spanish (El |Mago) , Portuguese (O Mago) (other languages next year) I asked myself the question what I would gain from reading the book ‘A Warrior’s Life.’ The […]
    Paulo Coelho
  • Mashable Open Awards
    For my surprise, and thanks to you all, I am finalist in several categories, including Best Facebook Fan Page, Most inspiring to follow and Best Twitter user to follow. Honestly, I was not expecting, it was a very good surprise. You still can vote this SUNDAY a]  Log in in Facebook or Twitter and just click the icon [...] Related posts:Keeping open to love P […]
    Paulo Coelho

RSS Rebecca Walker Blog

  • Madame Chiang Kai Shek and Eleanor Roosevelt
    The Times says the book is awful, but isn't the photo sublime. The turn of the ankle, the rich blue velvet and inscrutable face. The way the eye is drawn to Madame Chiang Kai, how she gives nothing but takes everything. Then Eleanor's distinct blend of American naivete, grit, and optimism.
    Rebecca
  • Design, design, designers
    Nice work from young designer Steph Walker.
    Rebecca

RSS Macchianera

  • La settimana delle mani immolate alla cucina molecolare
    (di Massimo Bernardi)1 - “Cuoco prova l’azoto liquido e perde le mani”. Lo stupidario di Striscia la Notizia sulla cucina molecolare è vivo (di nuovo?) e lotta. Ma non insieme a noi. 196 commenti (quasi tutti) contro. 2 - Chiedere come cambiano le scelte alimentari in base alle preferenze politiche non fa sbadigliare, non sempre almeno. Metti che […]
    Massimo Bernardi
  • Lifestream (15/11/09)
    (di Gianluca Neri) Ma ’sti cazzo di russi, che caspita spammano a fare, che nemmeno si legge quel che scrivono? http://ff.im/-br44e [gianlucaneri] Cazzo cazzo cazzo, niente Milano: http://www.francescoguccini.it/novembre2009.htm http://ff.im/-br4K9 [gianlucaneri] Articoli correlatiNessun articolo correlato
    Gianluca Neri

RSS Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni

  • Reduce dal fronte domestico cerca casa: “Via della Trincea” di Kari Hotakainen
    Hotakainen parte da una separazione, quella tra Matti e sua moglie e sua figlia, Helena e Sini, per affrontare il dilemma del trovare casa. In realtà Matti e Helena hanno già una casa, ma è un bilocale, lontano dal sogno…
    Enzo Baranelli
  • Polvere gialla
    Mi sono svegliato col cuore in gola. Devo aver fatto un brutto sogno. O forse era così bello che non ero in grado di reggerlo. Sarà per questo che sono rimasto con la tachicardia per tutta la mattina. Con uno…
    Bruno Ballardini
  • Volevo il Dolceforno
    Circa una volta l’anno compio il mio capolavoro in cucina, così ieri presa dal trip domenicale ho steso una sfoglia all’uovo che ci siam commossi tutti quanti (successo documentato con le fotine). C’è stato tuttavia un attimo mentre preparavo le…
    Ludovica Anselmo

RSS Fondo Magazine

  • Meloni e Mussolini. Quando la sinistra è maschilista
    Angela Azzaro Stiamo parlando della “ministronza” e della “troia”. Perché così sono state appellate rispettivamente Giorgia Meloni e Alessandra Mussolini. La ministra è stata chiamata così da Alessio Spataro, giovane fumettista con un passato al manifesto e a Liberazione, che l’ha dipinta in pose sadomaso circondata dai topi che escono dalle fogne (il riferi […]
    miro
  • Camillo Barany e le città del duce.
    Antonio Pennacchi CAMILLO BARANY E IL PREFETTO GIACONE Da Mussolinia a Littoria al Terminillo “Giacone, …Giacone, …Giacone… Ma dove cazzo l’ho già visto io, questo Giacone?” m’ero chiesto subito, appena lo avevo trovato – un paio d’anni fa – su un libro di Angioni (da non confondere con il generale Angioni che diresse la [...] visita il sito o l'argomen […]
    miro
Bookmark and Share
Watch videos at Vodpod and other videos from this collection.

tweet tweet

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
segnala il tuo blog su blogmap.it

 

Novembre: 2009
L M M G V S D
« Ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30