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Do you belive in Magic?

young-magician-02p.

Rogo fantastico

luna_seleneUn bambino dalla carnagione chiara ricoperta di lentiggini, gli avambracci bendati di bianco, alza la testa e chiede la parola. Sotto i fuochi che dardeggiano nello scuro paesaggio, i Narratori Bianchi scrutano il silenzio nell’attesa che qualcosa accada, che i segnali arrivino dal mondo di là. In bambino si alza e odora il vento, i suoi occhi grigio-verdi, i ciuffi rossi che ricadono sulle guance. La sua voce è tenue e resistente. “C’è una volta un uccellino. Decide di fare un volo con le ali sfavillanti che gli sono state portate in dono, ma che non ha mai usato, tenendole invece ben nascoste nel suo rifugio per lunghi, immemorabili anni. Inizia a svolazzare senza meta, leggero e tranquillo, orgoglioso delle sue ali sfavillanti.
Vola e vola, senza fermarsi, per l’intero giorno e tutta la notte, lasciando indietro la stanchezza, perdendo l’orientamento e la strada di casa. All’alba è immerso nel silenzio di un bosco e, scrutando attraverso il fogliame fitto, scorge una radura illuminata da strisce di sole. Si fa spazio con cautela tra i rami intrecciati, le zampine ben ancorate al legno vivo e le ali ripiegate sui fianchi; si posa sulla cima di un albero. Non tarda a strabuzzare gli occhi.
Sul sentiero per la radura un gruppetto di orchi barbuti con lunghi mantelli pronunciano formule magiche agitando bacchette di cartapesta e tirandosi dietro calderoni a rotelle mentre alcuni ometti tondi e precisi in colletto bianco e cravatta, a passo di danza, muniti di scarpette rosa e scope di faggio, spazzano il sentiero davanti agli orchi. All’entrata della radura dei signori  Continua a leggere ‘Rogo fantastico’

Dove tutto è possibile – senza narcotici da salotto

Spunti-pensieri-dopo-dibattito di Officina Italia, la Tavola rotonda con separé.

SCIMMIETTA: “Puoi continuare ad avere desideri fintanto che ti ricordi del tuo mondo. Quelli che vedi qui invece hanno fatto fuori tutti i loro ricordi. E chi non ha più passato non ha neppure un avvenire, non ti pare?” ALICE: “Bof. No, non mi pare scusa. Io vivo benissimo nel presente, esiste solo quello infondo, no? perché mi devo preoccupare di temi tanto scomodi… il passato… il futuro…Ma va là. Lasciamoli stare gli avi, che non si rivoltino nella tomba!” SCIMMIETTA:”E coloro che verranno dopo?” ALICE: “Bof. Loro si arrangeranno un po’. O no?” La scimmietta è una creazione di Micheal Ende, ne La Storia infinita: abita nella Città degli Imperatori, dove si trovano gli uomini che si sono perduti nel regno di Fantàsia e colti dalla mania di onnipotenza hanno desiderato troppo (sapete, a Fantasia ogni desiderio dell’uomo diviene realtà) e si sono spenti dimenticando chi erano senza poter più tornare nella realtà. Se tutto ci è dato, se gli stimoli della realtà superano (e sembrano schiacciare) la fantasia, essa si affievolisce, impedendoci di accedervi per mutare la nostra vita e quella del domani.

A seguito della tavola rotonda sul futuro della letteratura imprigionata nel presente (di cui al post relativo), mi sono sorti dei ricordi, forse sono delle immaginazioni. Wu Ming 1 ha raccontato una interessante storia di un autore americano, Gibson, di cui colpisce l’idea di fantasma semiotico. Continua a leggere ‘Dove tutto è possibile – senza narcotici da salotto’


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