“Tesoruccio della nonna, vieni qui dalla nonna. Racconta alla nonna che cosa sei diventato, il mio bel nipotino che finalmente ha un lavoro!” Un bel bacio sulla guancia e lo sguardo trepidante della nonna che attende dal nipote ventottenne risposte. “Key account executive, nonna”. La faccia della nonna atterrita. “Cosa scusa?” “Eh, nonna sai, mi occupo di vendere degli spazi pubblicitari, o pianificare delle strategie…” La nonna: “Ho capito. Fai il rappresentante porta a porta. Cosa vendi? Scusa se mi permetto, sono vecchia io, ma ci volevano davvero tutti questi studi e questi soldi spesi per andare a vendere…che cosa poi?” “Beh nonna, non è proprio così! La mia azienda si occupa di produrre e commercializzare bevande energetiche…ma è veramente una marca molto famosa, sai?” “Famosa chi? Tu fai il rappresentante porta a porta di lattine di intrugli, se non ho capito male… Non volevi fare il medico da grande?”
I brands. Le vere star del nostro secolo. Osservare il cambiamento della società attraverso i desideri dei giovani. L’ambizione, non già di fare il medico, l’ingegnere o il filosofo, ma di entrare in una grande corporazione di persone che lavorano incessantemente per aumentare le vendite di una lattina di bevanda zuccherosa. Perché fa più WOW oggi dire “lavoro per una merendina di cioccolato e grassi idrogenati” rispetto a “faccio il dottore presso una piccola clinica di quartiere”. Il mondo si evolve. I centri del potere anche.
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Mamma: voglio mettermi le ali.
Published 2009/10/15 branding , daily life , marketing , people , philosophes , social life , teenagers Leave a CommentTags: azienda, brand, branding, brands, dreams, executive, ferrero, future, grandma, key account, redbull, teens
La Risposta di Darwin
Published 2008/07/02 marketing Leave a CommentTags: advertising, branding, darwin, natural selection, sense, useful
A volte ci poniamo delle domande che non sono utili. A volte, ci riempiamo la testa di dubbi che non possiamo risolvere o ancor peggio, a cui non possiamo proprio apportare una soluzione.
Vorremmo tanto sapere tutto sull’idea del progresso (come mai non frena?), sulla nostra provenienza di miseri umani, sull’origine dell’universo e sull’esistenza dei mari, sul perché le persone si comportano sempre in una certa maniera nei secoli dei secoli e sul perché ci troviamo ad abitare in grandi alti palazzi con i riquadri di case sovrapposte e non su lunghi terrapieni erbosi coperti di pelli.
Le cose che esistono si possono osservare, forse, si possono migliorare.
Ma, chiederci perché esistono e se davvero servono, è forse un superfluospreco di energie.
Chiara, alla domanda “Secondo te la marca è utile per la nostra società?”, Si limita a sorridere, e girando la domanda a noi tutti dice: la marca esiste, e se esiste vuol dire che è funzionale a qualcosa, no?
ALICE: “Possiamo dunque migliorare la situazione che ci circonda chiedendoci se abbia un senso l’esistenza della marca, oppure no?”
DARWIN: “Scusate se mi introduco, ma non mi sembra ci siano novità! Vi ricordate quando io parlavo di selezione naturale? Mica sono scemo io, niente fronzoli e dubbi: ci sono cose che esistono perché superano una selezione. Punto. Non sprechiamo energie inutili ad arrovellarci!”
ALICE: “Uhm…Mi sento sopraffare. Forse Darwin ha ragione?”
CHIARA: “Se qualcosa esiste è funzionale a qualcos’altro, è funzionale e non serve poi tanto chiedersi il perché.”
ALICE: “Trovo ottime le vostre osservazioni. Però, capire come una cosa si è sviluppata e funziona e come si è imposta in quanto mezzo di comunicazione può forse aiutare a guardare in avanti, senza perdersi d’animo!”
Cambiamento sociale… di marca
Published 2008/06/08 the world, the village and the stage Leave a CommentTags: bono, branding, changing, ecology, madonna, social life, sustainability
Forse noi siamo fortunati. Forse stiamo vivendo un momento sociale di enorme rischio e cambiamento, siamo quella generazione che da qualche parte muoverà la società. Da molte parti si sussurra la necessità e la presenza di sintomi di un cambiamento sociale di quelli epocali. E si crede forse che la nostra generazione di ventenni sia il motore di tutto questo? Ancora è difficile crederci, da parte nostra, ma forse infondo è un bel sogno, quello di essere portatori di cambiamento sociale. Tranne per il fatto che il cambiamento oggi sembra subito diventare esso stesso una “marca”.
ALICE: E poi diciamocelo, non siamo nel 68, oggi non è più come prima che le persone giovani si riunivano nei salotti di notte e chiacchieravano insieme fino a tardi fumando sigarette senza filtro.
FEDERICO: Si, ma il cambiamento è in atto. C’è da qualche parte una scintilla.
ALICE: In che senso?
FEDERICO: Che il cambiamento lo vedi nel ritorno all’ecologia, alla sotenibilità seppur chiacchierata. Anche se… Potremmo dire Alice che il cambiamento sociale che stiamo vivendo è già “marca”?
ALICE: Beh si ….Siamo sempre indaffarati a cercare di emergere a galla in una società sovraccarica di stimoli, ed ecco che qualciasi cosa diventa “marca”. Pensa solo al fatto che tutti ci riempiamo la bocca di fini socialmente utili e poi nessuno ha mai tempo di trovarsi a respirare, riflettere, gioire insieme agli altri di stare portando avanti un progetto comune. Ci relazioniamo scleroticamente con mezzi iperveloci e senza contatto umano – chi se le sogna quelle nottate utopiche da 68? E poi pensiamo, quando pensiamo produciamo, ma poi nessuno ha tempo di rileggere ed ecco che le idee vengono superate, abbandonate, accantonate. Pensa al tormenone degli alimenti biologici, organici, alle spa relax, alle vacanze in agriturismo, alle uova dei contadini tanto sospirate dalla gente di città. Alla borsetta ecologica, alla star che pubblicizza l’aiuto alle popolazioni meno abbienti…
FEDERICO: Uhm…è come se noi usassimo un modo di comunicare che è già fatto e funziona, ma come se esso non andasse ancora bene per quello che vorremmo…
ALICE: In che senso? Mi rispondo da sola. Tutto ancora troppo “marca”. Ma forse, questa marca come la vediamo oggi in tutte le sue molteplici manifestazioni sarà quella che ci porterà al futuro.
Forse il problema che ci dovremmo porre è: quale futuro?
Alice si presenta!
Published 2008/04/01 identity Leave a CommentTags: branding, consuming, individual, people, postmodern, presentazions, social life
ALICE: “Buongiorno a tutti, mi presento: il mio nome è Alice. Ho l’incarico di trovare una via per uscire dalla fase di rottura del nostro dramma sociale. Inoltre, di identificare le tendenze della marca nel tempo dell’incertezza, e della società, dei consumi, della comunicazione nel futuro che cambia Il mio compito è estremamente difficile, tanto che non so se riuscirò a portarlo a termine. Pensavo che potreste aiutarmi a svolgere il filo della narrazione; da sola, sarebbe davvero impossibile! Il nostro viaggio inizia qui, nella fase di rottura della società postmoderna (vedo società in cui chi legge vive di sicuro!). Che ne dite di partecipare? . I nodi tematici che affronteremo sono la società e gli individui, la critica alla marca, i media in evoluzione, l’identità visuale, il marketing e l’economia, la sostenibilità per arrivare alla definizione di una marca ideale.”






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