Is this the example of a typical human being (consumer) of the 19th century?
Archive for the 'marketing' Category
i wanna try
Published 2010/10/26 marketing , social life Leave a CommentTags: america, consumer, experience, united states
experiential marketing: the total consumed individual / living in the store
Published 2010/10/26 branding , marketing , visual Leave a CommentTags: anthropologie, chelsea, experience, marketing, new york, store
squillo trendy – suona per entrare nella nuova era
Published 2009/10/24 daily life , innovation , marketing Leave a CommentTags: cellulare, fashion, iphone, marketing, personalisation, phone ring, ring, trendy
Quando anche uno squillo (ho parlato al maschile, si, non ho detto “una” squillo) diventa di moda, è un chiaro segnale che stiamo entrando in una nuova era. Non sono bastati i pendaglini per rendere sexi i nostri piccoli aggeggi contro l’ansia da solitudine (vedi i gioiellini che si appendono alla coda del cellulare e lo fanno diventare gioioso e brillante come un cagnolino da tasca). Avete notato che a ondate i cellulari suonano tutti con lo stesso squillo? Adesso va di moda il ring tone “nostalgia”, quello che mima i vecchi telefoni a cornetta. Si, ce lo hanno proprio tutti. E per chi ha l’iphone, naturalmente, è un must lo squillo “campanello della bicicletta” per i messaggi in arrivo. E’ per questo che mettono tante suonerie nei cellulari: non per facilitare il proprietario nell’immediatezza di sapere che è il suo telefono che sta suonando. No. Il marketing fa molto di più. Fa sì che ci divertiamo a rincorrere la moda e quando squilla un telefono, tutte le persone situate nel raggio di venti metri cominciano ad agitarsi guardando se è la propria tasca che sta suonando. O forse sono le persone, che fanno di più, rincorse dal marketing. Nell’era della personalizzazione, un’isteria collettiva da conformismo? Il mondo sta cambiando nel profondo.
Mamma: voglio mettermi le ali.
Published 2009/10/15 branding , daily life , marketing , people , philosophes , social life , teenagers Leave a CommentTags: azienda, brand, branding, brands, dreams, executive, ferrero, future, grandma, key account, redbull, teens
“Tesoruccio della nonna, vieni qui dalla nonna. Racconta alla nonna che cosa sei diventato, il mio bel nipotino che finalmente ha un lavoro!” Un bel bacio sulla guancia e lo sguardo trepidante della nonna che attende dal nipote ventottenne risposte. “Key account executive, nonna”. La faccia della nonna atterrita. “Cosa scusa?” “Eh, nonna sai, mi occupo di vendere degli spazi pubblicitari, o pianificare delle strategie…” La nonna: “Ho capito. Fai il rappresentante porta a porta. Cosa vendi? Scusa se mi permetto, sono vecchia io, ma ci volevano davvero tutti questi studi e questi soldi spesi per andare a vendere…che cosa poi?” “Beh nonna, non è proprio così! La mia azienda si occupa di produrre e commercializzare bevande energetiche…ma è veramente una marca molto famosa, sai?” “Famosa chi? Tu fai il rappresentante porta a porta di lattine di intrugli, se non ho capito male… Non volevi fare il medico da grande?”
I brands. Le vere star del nostro secolo. Osservare il cambiamento della società attraverso i desideri dei giovani. L’ambizione, non già di fare il medico, l’ingegnere o il filosofo, ma di entrare in una grande corporazione di persone che lavorano incessantemente per aumentare le vendite di una lattina di bevanda zuccherosa. Perché fa più WOW oggi dire “lavoro per una merendina di cioccolato e grassi idrogenati” rispetto a “faccio il dottore presso una piccola clinica di quartiere”. Il mondo si evolve. I centri del potere anche.
Messaggi oscuri sui blog-TV
Published 2009/07/10 daily life , marketing , media , questions 1 CommentTags: blog, communication, enalotto, g8, influenza, radio, secret media, superenalotto, tv
Non se ne ha abbastanza della televisione. Spaccottgliamoci anche in rete. I blog più quotati da quando seguo le classifiche di wordpress hanno per argomento: REALITY SHOWS, TV E PROGRAMMI, VELINE&CALENDARI, SUPERENALOTTO. Ma qui abbiamo scoperto l’inghippo, quello che c’è sotto. Con ogni probabilità secondo il centro ricerche Autisti&Autistici (che è sotto falso nome ovviamente, ma afferisce al Comitato Mondiale per la Salvaguardia dei Segreti Statali ed Economico-Politici CMSSEP) dietro agli argomenti apparentemente futili e assordanti di questi blog che detengono il primato di visite si celano segreti messaggi in codice dei servizi segreti. Messaggi che secondo alcune indiscrezioni servono a decifrare cose ancora più segrete, dagli oscuri presagi dietro ai sorrisi e all’intensità delle strette di mano dei presidenti del G8, ai codici di accesso alle banche mondiali, ai segreti sull’eredità di Micheal Jackson. Tutto abilmente nascosto sotto una fila di informazioni solo apparentemente inutili e nocive all’esistenza. O ancora. Si intuisce che molti dei click che rendono famosi e quotati questi blog siano fatti da agenti segreti di altre fazioni che cercano di scoprire il loro segreto in realtà alimentando le loro visite. E un ultimo dubbio: chi si prende la briga di aggiornare quei blog, con i relativi argomenti? Sottopagati stagisti delle reti televisive e della Lotteria di stato? Constatiamo pensosi nel meriggio assorti, senza offesa, né macchia, né paura. Paura dovremo averne leggendo questo bel post della Lipperini.
C’è anche chi pubblica la classifica proprio bene…e perché?
Marketers – filosofi e filosofie all’avanguardia
Published 2009/06/24 marketing , philosophes Leave a CommentTags: consuming, market research, marketers, marketing, philosophy, research, sellout
Conoscere la società e le pieghe dell’animo umano è sempre stato compito dei filosofi, dei letterati. Ora ci guardiamo intorno e dobbiamo ammettere che, nessuno meglio dei marketers – i famigerati operatori del marketing e di quella che viene definita “la comunicazione”, nessuno meglio della schiera di venditori in cui ci stanno trasformando conosce meglio la società. Fioriscono fior di ricerche su commissione, frotte di speciali inviati speciali, studi su studi di ordine psico-peda-socio-micro-pullulogici … Oggi un project manager sa molto più di quanto un filosofo possa immaginare. Sanno molto, perché i meccanismi di consumo e vendita si sono talmente evoluti che niente può paragonarsi ai ghirigori che i cosidetti operatori del settore si devono fare per convincere qualcuno a comprare proprio quel biscotto al cioccolato frollato su centomila altri sul mercato, proprio quella patatina alla paprika neoasiatica. Si fanno in quattro loro, per capire che cosa le persone possano desiderare ancora, se un biscotto al maiale arrosto o una bevanda di mosche suicide. Ed è qui che si sconfina nella filosofia. Una filosofia molto pratica, certo, e molto seriale. Una filosofia e un’antropologia che scandagliano continuamente e costantemente i più intimi meccanismi dell’animo umano, alle più segrete convinzioni, i più radicati istinti, il tutto finanziato dai colossi del consumo. Continue reading ‘Marketers – filosofi e filosofie all’avanguardia’
Autoimprenditorialità – en plein air
Published 2009/05/21 branding , identity , marketing , social life , teenagers Leave a CommentTags: brand, milan, parco, pic nic, spring
Siamo al parco, è quasi sera. Abbiamo steso una tovaglia di carta gialla sull’erba, acceso delle candele, sediamo beati alla frescura degli alberi con davanti un cestino pieno di leccornie da pic nic e la bicicletta appoggiata poco distante.
Peccato solo per le macchine parcheggiate poco più in là e il viale trafficato che scorre intorno al parco. Tutto non si può avere, d’altronde siamo a Milano e abbiamo organizzato tutto in un’ora. Siamo in tre, io, un’amica mia e un’amica sua. Abbiamo disposto tutto ed ecco che in lontananza vediamo comparire il quarto ospite, amico di amica mia. E’ un ragazzo lui. Arriva e ci porge 3 bei fiori rosa dal gambo lungo, uno a testa. Siamo quasi commosse. Pasteggiamo con una pasta corta ai frutti di mare e bottarga (tipico cibo da pic nic) annaffiata di vino rosso in bicchierini natalizi per festeggiare pasqua natale e compleanno…
La beatitudine è totale. Quasi. Si insinua improvvisamente un demone fra di noi. Una delle due ragazze, quella con gli occhiali persol dalla montatura di tartaruga marrone tanto grandi anni 70. Siamo all’inizio della cena e lei è talmente contenta che le viene un’idea. Continue reading ‘Autoimprenditorialità – en plein air’
La Risposta di Darwin
Published 2008/07/02 marketing Leave a CommentTags: advertising, branding, darwin, natural selection, sense, useful
A volte ci poniamo delle domande che non sono utili. A volte, ci riempiamo la testa di dubbi che non possiamo risolvere o ancor peggio, a cui non possiamo proprio apportare una soluzione.
Vorremmo tanto sapere tutto sull’idea del progresso (come mai non frena?), sulla nostra provenienza di miseri umani, sull’origine dell’universo e sull’esistenza dei mari, sul perché le persone si comportano sempre in una certa maniera nei secoli dei secoli e sul perché ci troviamo ad abitare in grandi alti palazzi con i riquadri di case sovrapposte e non su lunghi terrapieni erbosi coperti di pelli.
Le cose che esistono si possono osservare, forse, si possono migliorare.
Ma, chiederci perché esistono e se davvero servono, è forse un superfluospreco di energie.
Chiara, alla domanda “Secondo te la marca è utile per la nostra società?”, Si limita a sorridere, e girando la domanda a noi tutti dice: la marca esiste, e se esiste vuol dire che è funzionale a qualcosa, no?
ALICE: “Possiamo dunque migliorare la situazione che ci circonda chiedendoci se abbia un senso l’esistenza della marca, oppure no?”
DARWIN: “Scusate se mi introduco, ma non mi sembra ci siano novità! Vi ricordate quando io parlavo di selezione naturale? Mica sono scemo io, niente fronzoli e dubbi: ci sono cose che esistono perché superano una selezione. Punto. Non sprechiamo energie inutili ad arrovellarci!”
ALICE: “Uhm…Mi sento sopraffare. Forse Darwin ha ragione?”
CHIARA: “Se qualcosa esiste è funzionale a qualcos’altro, è funzionale e non serve poi tanto chiedersi il perché.”
ALICE: “Trovo ottime le vostre osservazioni. Però, capire come una cosa si è sviluppata e funziona e come si è imposta in quanto mezzo di comunicazione può forse aiutare a guardare in avanti, senza perdersi d’animo!”
ci pensate mai al perché tante persone oggi si mettono a fare marketing?
perché quando fai marketing hai l’impressione di produrre qualcosa di tuo, quindi di lasciare un segno.
chiedendo senza insistenza che cosa portasse i ragazzi giovani a fare gli art director o i copy writer in pubblicità, le risposte più frequenti si riassumono così: “perché poi sono felice di poter vedere qualcosa che ho creato su un giornale o in TV”.
ebbene, anche i marketing assistant, i giovani account, e così tutta la catena, avranno oggi l’impressione di aver lasciato un segno, di aver diretto i lavori per la creazione di un’opera, seppure quest’opera sia monetizzata e abbia considerevoli limitazioni creative. ci ho pensato mentre una delle mie clienti, che ha la mia età, mi sembrava particolarmente soddisfatta durante il processo di creazione di una piccola scatoletta ricoperta di funghi, ricotta e farfalle da usare come contenitore per un prodotto dell’azienda da in cui lavora. l’ho sentita orgogliosa, mentre mi diceva “io ci metterei questo, e poi quello lo sposterei là…”. e mi chiedevo: ma perché è così felice di star dietro a questa noiosissima cosa?
l’ossessione di lasciare il segno l’uomo ce l’ha fin da quando è nato, e dalle pitture preistoriche, ai lunghi trattati scritti, alle opere digitali oggi tutto è diventato segno, anche se sovraprodotto e meno curato di quanto fosse nella preistoria.
se uno vuole fare l’artista, ma anche i soldi, oggi può ancora tentare la strada nel magico mondo del marketing, dove qualche cosa, da qualche parte, potrà creare e lasciare ai posteri, in segno della sua creatività.
Provocazione o realtà?










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