Conoscere la società e le pieghe dell’animo umano è sempre stato compito dei filosofi, dei letterati. Ora ci guardiamo intorno e dobbiamo ammettere che, nessuno meglio dei marketers – i famigerati operatori del marketing e di quella che viene definita “la comunicazione”, nessuno meglio della schiera di venditori in cui ci stanno trasformando conosce meglio la società. Fioriscono fior di ricerche su commissione, frotte di speciali inviati speciali, studi su studi di ordine psico-peda-socio-micro-pullulogici … Oggi un project manager sa molto più di quanto un filosofo possa immaginare. Sanno molto, perché i meccanismi di consumo e vendita si sono talmente evoluti che niente può paragonarsi ai ghirigori che i cosidetti operatori del settore si devono fare per convincere qualcuno a comprare proprio quel biscotto al cioccolato frollato su centomila altri sul mercato, proprio quella patatina alla paprika neoasiatica. Si fanno in quattro loro, per capire che cosa le persone possano desiderare ancora, se un biscotto al maiale arrosto o una bevanda di mosche suicide. Ed è qui che si sconfina nella filosofia. Una filosofia molto pratica, certo, e molto seriale. Una filosofia e un’antropologia che scandagliano continuamente e costantemente i più intimi meccanismi dell’animo umano, alle più segrete convinzioni, i più radicati istinti, il tutto finanziato dai colossi del consumo. Niente di preoccupante. Niente di apocalittico come sembrano sempre queste scoperte. Siamo semplicemente in mano a noi stessi, come è sempre stato. Solo che non ci eravamo accorti dove gira il vento: e il vento gira nelle mani dei nuovi marketers-filosofi, che ci guidano perché “sanno”. Hanno tecniche di ricerca e studio affinate, che ogni buon dipendente in comunicazione e marketing deve conoscere per poter inventare un nuovo marchingegno di vendita. Sono davvero loro dunque i veri detentori del sapere sociale? Vero è che molti, sempre più filosofi e letterati si dedicano alla ricerca di mercato – sono i primi della classe negli istituti. Forse gli economisti si dedicano al fioretto nel frattempo. Ecco perché tanta confusione nel mondo occidentale. Ecco perché tanto clamore nel declino della Repubblica del Consumo.
Cito un articolo contenente un bel discorso di Pericle agli Ateniesi…per capirci con chi recupera la mitologia senza l’ansia di confrontare presente e passato – ma solo per guardare al futuro.


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