Mettiamo che un giorno ho un’intuizione.
Che decido di parlarne con qualcuno che credo possa essere fonte di nuove idee (quasi tutti gli esseri umani quindi).
Gli inoltro l’argomento, e poi butto lì dei concetti.
Uno di fronte all’altro.
E parliamo molto, tanto che a volte sembra di parlare a vuoto.
Gli faccio delle domande.
Domande, altre domande.
Riflettiamo, ci perdiamo.
Dov’è il nocciolo del discorso?
Ad un certo punto, ad una certa domanda, scatta qualcosa. ed ecco che la persona tira fuori l’idea.
La sua idea. E tu devi stare attento perché è quella la vera idea che conta di tutte le parole che ci hanno aiutati a trovarla.
Attento a non lasciarla passare via. Attento a coglierla nella sua pienezza, che non è parole, ma consistenza di un pensiero.
Attento a catalogarla e ricordarla.
Perché poi quella stessa idea potrà essere incrociata con altre della stessa stirpe, simili o contrarie, e da questo distillato di idee pure verrà fuori una cosa nuova.
Un’innovazione nel senso vero del termine.
Innovazione che nasce dall’incrocio nuovo di cose esistenti o latenti.
Applicherò presto la metodologia fast-lampo-logica alle interviste fatte e che farò.
Ognuno mi da un’idea e nel mondo sovra-iper-tutt-infor-super-global in cui stiamo oggi, non sarà forse così fondamentale avere lunghe conversazioni riportate su lunghe righe che 2 su mille leggeranno.
Forse conterà solo l’idea.
Rifletto a voce alta.
Buona fast-lampo-logia a tutti allora…


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