stavo leggendo la mail, su hotmail.
va bene che quando apri la pagina principale compaia un box in cui sono confinati dei link pubblicitari.ma va bene anche che quando sto leggendo la mia mail privata debba comparire anche una bella schermata della nuova crema anticellulite della Nivea, per coprire completamente la mia mail e impedirmi una lettura serena?
ci sono momenti in cui mi chiedo a che cosa servano tutte le belle teorie di “permission marketing” (su wikipedia la definizione: http://en.wikipedia.org/wiki/Permission_marketing) che vengono diffuse negli ambienti del marketing postmoderno.
Seth Godin – principale diffusore della teoria – racconta in questo video come si debba perpetuare un clima di “Mi scusi, gentile utente, le posso chiedere il permesso di introdurmi nella sua casella di posta privata?”
Microsoft non deve aver assistito alla conferenza, visto che si parlava di Google, ed ecco che io mi ritrovo un bel sederino lucidato sulla mail di mia zia…
Anche la rete dunque, che dovrebbe rappresentare democrazia, libertà e indipendenza, è invece manipolata da una normale oligarchia al potere che guida le nostre scelte e – seppure permettendoci di fruire di servizi gratuiti – ci costringe a sorbire finestre scorrevoli che spingono ancora e ancora ad un paradigma di consumo che sembra invece aver stufato la maggior parte delle persone?
Ma ci ha stufati davvero questo paradigma del consumo per forza, consumo in tutte le forme, dalle esperienze al cibo alla bellezza al tempo libero alla vacanza all’oggetto alla casa al relax – o ne siamo davvero assuefatti?
E’ come il bastone e la carota. Voi cosa preferite?
La vera possibilità di scelta sta fose nell’uscire dal bastone e dalla carota….scegliendo che ne so…un piccone e un paletto con cui piantare la propria tenda….?


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